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Come Panorama cerca di buttare in caciara l’inchiesta di Report su Lega e oligarchi russi

Panorama oggi fa uno scoop di quello sensazionali: i due faccendieri Meranda e Vannucci, quelli che hanno accompagnato Savoini al Metropol, avrebbero avuto in passato contatti con esponenti del Partito Democratico. Cosa c’entra questo con la trattativa per il petrolio russo? Nulla, ma vuoi mettere la soddisfazione di tirare in ballo il PD quando tutti aspettano una risposta da Salvini?

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L’inchiesta di Giorgio Mottola sulla Santa Alleanza tra Lega, postnazisti e ultra conservatori russi trasmessa da Report ha mostrato l’intreccio dei rapporti e delle relazioni tra alcuni potenti uomini d’affari russi e la Lega. Una storia questa che viene da lontano, e che nasce ben prima del famoso incontro al Metropol di Mosca di Savoini, Meranda e Vannucci con tre intermediari russi. Basti pensare alla storia politica di Savoini, oppure al fatto che il presidente onorario dell’Associazione Lombardia-Russia Alexey Kamov abbia stretti rapporti con Konstantin Malofeev, oligarca russo, finanziatore dei partiti di estrema destra europei e della destra ultra-cristiana.

Come Panorama cerca di coinvolgere il PD nel Russiagate di Savoini

L’episodio del Metropol, la trattativa per la compravendita di petrolio russo, l’inchiesta per corruzione internazionale a carico dei tre italiani presenti all’incontro, sono solo una parte del “sistema” messo a nudo in questi anni dalle inchieste de L’Espresso, di BuzzFeed, dal libro di Claudio Gatti e da quella di Report di due giorni fa. Inutile dire che del Russiagate in salsa leghista la figura che interessa maggiormente è quella di Gianluca Savoini: perché è stato portavoce di Salvini, perché è stato un giornalista de La Padania, perché ha accompagnato l’ex ministro dell’Interno ad incontri ufficiali a Mosca (non si sa a quale titolo) e perché è lui che nel famoso audio pubblicato da BuzzFeed parla della campagna elettorale per le europee.

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La copertina di Panorama del 23 ottobre 2019

Il fatto che con lui ci fossero altri due “faccendieri” italiani è una questione interessante sì, ma relativamente marginale dal punto di vista politico. Panorama oggi invece riesce a fare un capolavoro: ovvero riesce a distrarre l’attenzione dalle non risposte di Salvini sui suoi rapporti con Savoini, Kamov, Malofeev al Partito Democratico. Tirando in ballo Enrico Letta, il presidente della Toscana Enrico Rossi e altri esponenti del centro-sinistra che in passato avrebbero avuto contatti con Meranda e Vannucci. Contatti che, a quanto racconta Panorama, non era finalizzati a nulla di illecito. E allora qual’è l’obiettivo dello scoop di Panorama?

Quello che Panorama ha “dimenticato” di raccontare sul Metropol

Presentando sostanzialmente Meranda e Vannucci come due faccendieri senza arte né parte ma abili nell’arte di arrangiarsi Panorama vuole suggerire al lettore che l’affare del Metropol era destinato a fallire già in partenza e potrebbe coinvolgere anche esponenti politici non leghisti. Insomma ci si concentra a scavare nel passato dei due tralasciando del tutto il ruolo di Savoini, le sue richieste e i suoi rapporti con la Lega. Una relazione senza dubbio molto più organica degli sporadici contatti di Meranda e Vannucci con “esponenti del PD”.

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Da La Verità del 23/10/2019

E non manca l’esclusiva: il “pizzino” ritrovato nel cellulare degli indagati. Di questo “pizzino” si ha notizia da inizio ottobre (ne parlarono il Fatto, la Repubblica e altri giornali). È la foto di un appunto – presumibilmente redatto ad inizio ottobre 2018, quindi dopo l’incontro al Metropol – sulla ripartizione dei proventi della vendita di petrolio per 65 milioni di dollari. Soldi che nonostante le continue battute di Salvini se l’affare fosse andato in porto non sarebbero finiti tutti nelle casse della Lega. Anche qui la “rivelazione” di Panorama aggiunge poco a quello che già si sapeva.

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A Report Malofeev conferma di essere stato a conoscenza della trattativa e di essere stato informato da Savoini

Si tratta di un appunto dove sono indicate due percentuali dell’affare da 65 milioni di euro: 4% per la Lega e 6% per gli intermediari russi seduti al tavolo del Metropol. La prova, secondo alcuni, che tutta quella trattativa era stata intavolata proprio per finanziare la campagna della Lega per le europee, esattamente come dice Savoini nell’audio pubblicato da BuzzFeed. Uno dei tre indagati italiani (che secondo la procura sarebbe Meranda) durante l’incontro spiega che «l’idea concepita dai nostri ragazzi politici» di uno sconto del 4% su 250 mila tonnellate al mese per un anno che «possono sostenere una campagna». Che anche Vannucci e Meranda poi mirassero ad intascare qualche euro per i loro servigi di intermediari è cosa che non sorprende.

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Ma puntare a coinvolgere il PD nella vicenda è un’operazione di bassa Lega, tanto più che Panorama nel suo articolo scrive chiaramente che Vannucci nell’ultimo periodo si è spostato politicamente “verso destra”. Continua a mancare Savoini. Quel Savoini che secondo l’inchiesta dei giornalisti de L’Espresso Vergine e Tizian prima del Metropol avrebbe avviato una negoziazione per il petrolio anche con l’Avanguard Oil e Gas, una società che – ha rivelato Report –  aveva sede nello stesso palazzo delle società di Konstantin Malofeev. Report ha scoperto che quella società è per l’1% direttamente intestata Malofeev mentre il 99% appartiene ad una compagnia intestata ad un dipendente dell’oligarca russo. Chi ha seguito la trasmissione di Sigfrido Ranucci sa che Malofeev a causa delle sanzioni imposte nei confronti della Russia non può più fare affari in Europa. E chi segue Salvini sa che una delle sue battaglie è quella per togliere quelle sanzioni, che però non sono contro l’esportazione di prodotti russi ma contro singoli individui, economicamente e finanziariamente molto potenti. Ora cosa è più importante: che Meranda o Vannucci abbiano incontrato parlamentari o esponenti del PD o che Savoini – che non ha semplici “contatti” con la Lega – nel famoso audio dica che quei soldi servono per la campagna della Lega?

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