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L’ombra di Mattarella su Giuseppe Conte premier

mattarella giuseppe conte premier 1

«Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno!», dice Aragorn nel Signore degli Anelli. Allo stesso modo, l’incarico per Giuseppe Conte, presidente del Consiglio non eletto dal popolo ma amico di quest’ultimo come Marat arriverà, ma non oggi.

L’ombra di Mattarella su Giuseppe Conte premier

Perché il Quirinale ha deciso di prendere tempo, convocando per la giornata odierna i presidenti del Senato e della Camera per questioni di cortesia istituzionale visto che la seconda e la terza carica dello Stato avevano ricevuto un mandato esplorativo da Sergio Mattarella per trovare una soluzione politica alla crisi aperta dalle elezioni del 4 marzo. Mercoledì o giovedì il presidente della Repubblica scioglierà la riserva e l’incaricato sarà con ogni probabilità la personalità scelta da Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che ieri tra psicofarmaci e vincoli da rispettare ha mostrato il suo volto da poliziotto più buono possibile, salvo rimangiarsi tutto un’ora dopo in diretta su Facebook.

giuseppe conte
L’infografica del Corriere della Sera su Giuseppe Conte (21 maggio 2018)

Ma prima Mattarella metterà sul piatto tutto il peso della sua moral suasion per far capire che il ruolo del presidente del Consiglio, così come certificato dalla nostra Costituzione (la più bella del mondo, cit., salvo quando tocca rispettarla) non è quello del passacarte o dell’esecutore di contratti di programma altrui: per l’articolo 95 della Carta il presidente del Consiglio «dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri». La Costituzione — che ne prevede e ne descrive la figura anche agli articoli 92, 93 e 96 — gli conferisce lo status di organo costituzionale e un’autonoma rilevanza.

Gli avvertimenti del Quirinale

Per questo, ricorda oggi Marzio Breda sul Corriere, il ruolo del premier non potrà essere quello di un fantoccio, di un certificatore di decisioni altrui e, insomma, di un mero «esecutore»:

Badate — ha spiegato asciutto Mattarella — che il mio interlocutore d’ora in poi sarà lui. Del resto — ha aggiunto — lo prevede la Costituzione: «L’articolo 95, infatti, attribuisce un’importanza cruciale al presidente del Consiglio. Il quale dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Non solo: mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri».

giuseppe conte squadra governo
Il totoministri della Stampa (21 maggio 2018)

Un memorandum che i rappresentanti dei due partiti hanno ascoltato in silenzio, esprimendo un comune consenso che alle orecchie del presidente dev’esser comunque suonato tardivo. Non a caso, nella loro lunghissima trattativa, entrambi i partiti hanno continuato a far esplodere petardi e fuochi d’artificio su un paio di versanti assai delicati: 1) giocando al rialzo su certe parole d’ordine usate nella campagna elettorale, quelle che toccano la sfera dell’economia, il che ha provocato gli scossoni dei mercati; 2) dando per scontato che l’ansia del «cambiamento» consentisse loro di invertire prassi istituzionalmente consolidate su precise logiche di funzionalità democratica.

Insomma, la frenata del Colle c’è e si può spiegare come richiamo a tornare nella carreggiata della normalità dei corretti rapporti istituzionali dopo l’ubriacatura dell’ultima settimana. Anche per spegnere il fuoco dei mercati e i bollenti spiriti di qualcuno.

Salvini, vincolato agli psicofarmaci

Ovvero di chi ieri dopo aver contestato i No Tav è diventato No Tavor, come felicemente segnala Alessandra Longo su Repubblica, tanto che proprio il quotidiano racconta di una frase molto significativa rivolta da Mattarella proprio al leader della Lega: «Senatore Salvini, lei ha visto il balzo dello spread? Ecco, mi chiedo se conviene anche a voi che l’esecutivo prenda il via in un contesto così difficile e ostile».  Vero o falso che sia l’aneddoto, il Capitano si è presentato in conferenza stampa con l’intenzione di utilizzare toni molto più bassi di quelli suoi abituali, proprio per dimostrare che l’ambiente può essere tranquillizzato.

luigi di maio superministero lavoro sviluppo economico - 3
Vignetta di GD per neXt Quotidiano

Per questo, chiosa Goffredo De’ Marchis, ora toccherà al professor Conte dimostrare il suo grado di autonomia, a cominciare dalla scelta dei ministri: quelli dell’Economia (decisivo per i mercati), quello degli Esteri, quello della Difesa e la delega ai servizi segreti. Lì si verificherà quali garanzie, in accordo con il Colle, Conte può offrire al mondo che circonda l’Italia, al sistema in cui il Paese è inserito. Perché anche le forze anti-sistema, quando conquistano il Palazzo, devono sottostare a certe leggi.

Giuseppe Conte e Padre Pio

D’altro canto nelle pillole biografiche che ieri si centellinavano sulla figura di Giuseppe Conte veniva fuori che il professore è credente e devoto di Padre Pio: altrimenti che amico del popolo sarebbe? Repubblica racconta che è “noto il suo rapporto con il cardinale Achille Silvestrini e l’essere componente del comitato scientifico di Villa Nazareth, collegio universitario che accoglie studenti meritevoli ma senza troppi mezzi. Anche Conte ha studiato lì e chi era con lui lo ricorda come «un secchione che non alzava mai la testa dai libri». Un’immagine, questa, che sembra seguirlo da quando studiava a San Giovanni Rotondo.

giuseppe conte amico del popolo marat

Sposato, ma separato, con un figlio di 10 anni, con cui a gennaio è stato in montagna, e che condivide la sua passione per il calcio“. La sua giornata più lunga potrebbe arrivare domani, quando verrà convocato al Quirinale per l’incarico “con riserva” che Mattarella gli assegnerà raccomandandogli indipendenza e rispetto della Costituzione nella scelta dei ministri che lo accompagneranno in questa meravigliosa avventura. Il primo problema che dovrà risolvere sarà quello del ministero dell’Economia che nelle intenzioni della Lega, dopo aver bruciato il povero Giulio Sapelli, dovrebbe andare a Paolo Savona. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. Ce ne vorrà molta.

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