Politica

Mattarella non vuole firmare la Manovra del Popolo?

La Stampa pubblica oggi a firma di Ugo Magri, uno dei quirinalisti più informati, un articolo in cui sostiene che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha intenzione di firmare la Manovra del Popolo a causa dei rilievi di Bruxelles. Secondo il racconto di Magri, Mattarella avrebbe ravvisato problemi di costituzionalità dopo lo scontro con l’Unione Europea:

Un vecchio europeista come Mattarella non può assistere indifferente allo scambio di colpi tra Roma e Bruxelles. Oltretutto la questione lo «interpella», come usa dire, proprio nella sua veste di garante della Costituzione. Non a caso con insistenza le opposizioni, da Ceccanti a Brunetta, segnalano il passaggio stretto che attende il presidente della Repubblica, quando la manovra approvata e magari peggiorata nei saldi dal Parlamento tornerà entro fine anno sul suo tavolo per la promulgazione.

Già, perché una manovra rifiutata dall’Europa e addirittura bollata come «volontaria violazione degli impegni assunti» (cioè lo scenario più temuto tra i consiglieri quirinalizi) molto difficilmente rientrerebbe nei canoni costituzionali. Chiunque si domanderebbe cosa ci sta a fare l’articolo 97; i nostri partner europei si sentirebbero presi in giro, visto che il pareggio di bilancio venne inserito nell’articolo 81 proprio per garantire dopo il 2011: «Mai più noi italiani ci comporteremo da cicale».

manovra del popolo

Magri spiega però che il vicolo in cui si andrebbe a ficcare il Capo dello Stato non firmando la manovra sarebbe molto stretto e forse senza uscita:

Rifiutandosi di promulgare la manovra, l’uomo del Colle si assumerebbe la responsabilità degli eventuali contraccolpi, politici e finanziari. Inoltre, nel caso di rinvio motivato alle Camere, queste potrebbero confermare tale e quale la legge di bilancio, come un «me ne frego» urlato al Quirinale e all’Europa

Su neXt abbiamo pubblicato una serie di interviste a costituzionalisti su cosa potrebbe accadere in caso di scontro finale con la maggioranza Lega-M5S: qui c’è l’intervista a Michele Ainis, qui c’è l’intervista a Luigi Compagna, qui c’è il parere di Stefano Ceccanti e qui c’è il colloquio con Sabino Cassese.

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