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Ma dov’era Luigi Di Maio quando Salvini attaccava la famiglia Cucchi?

Il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle ha detto che Salvini si dovrebbe scusare per il commento sulla morte di Stefano Cucchi che sarebbe avvenuta per colpa della droga. Anche Virginia Raggi e Max Bugani hanno scoperto che quello che dice Salvini non fa altro che giustificare la violenza. Ma dove erano questi pentastellati quando Salvini da Ministro diceva le stesse cose?

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«Se qualcuno lo ha fatto è giusto che paghi, sono vicinissimo alla famiglia e ho invitato la sorella al Viminale, questo testimonia che la droga fa male sempre e comunque» così ieri sera l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini a proposito della sentenza sull’omicidio di Stefano Cucchi, il geometra romano morto 12 anni fa dopo un brutale pestaggio avvenuto in una stazione dei Carabinieri. Oggi Salvini era a Venezia dove ha sfoggiato un berrettino con stilizzata la fiamma dell’Arma, un gesto indubbiamente simbolico.

Di Maio chiede a Salvini di porgere le scuse alla famiglia Cucchi

Ma nel frattempo quelli del MoVimento 5 Stelle hanno iniziato a svegliarsi sull’ex alleato. Non solo perché hanno provato ad appropriarsi del Crescentone e della manifestazione delle sardine. Hanno addirittura trovato il coraggio di fare l’impensabile: criticare Salvini. Il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle lo ha fatto durante una diretta video oggi pomeriggio. L’ex vicepremier del governo gialloverde ha prima espresso la sua soddisfazione per «la condanna di quei Carabinieri che avevano pestato a sangue e a morte Cucchi» poi ha attaccato l’ex compagno di governo.

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«Non posso, non posso, abbiamo lavorato quattordici mesi assieme, fattelo dire Matteo Salvini non puoi dire “quella sentenza dimostra che la droga fa sempre male”» ha detto Di Maio che poi ha chiesto a Salvini di porgere le proprie scuse alla famiglia Cucchi (la sorella di Stefano ha annunciato di voler querelare il leader della Lega) perché «che cosa vuol dire che se uno sbaglia nella vita deve essere pestato a morte, pestato a sangue e morire perché ha sbagliato nella propria vita?».

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Ma non è il solo. Anche la sindaca di Roma Virginia Raggi ha twittato scrivendo che le parole di Matteo Salvini sono “vergognose”. Ed in fondo è vero: Stefano Cucchi non è morto “per droga”, è morto perché è stato pestato a morte.

I 5 Stelle che scoprono che è possibile criticare Salvini

Sulla stessa linea della sindaca (del resto lavora nel suo ufficio stampa) anche il socio di Rousseau e consigliere comunale di Bologna Max Bugani che ha scritto su Facebook che «fa molto più male vedere che ci sono politici e personaggi che con frasi prive di senso finiscono per giustificare la violenza». Ovviamente parla di Salvini, ma non lo nomina, forse per pudore, forse per non fargli pubblicità. E se da un lato fa piacere che anche nel MoVimento 5 Stelle si rendano conto del significato delle dichiarazioni di Salvini sul caso Cucchi e sulla morte di Stefano è impossibile non notare come in quei quattordici mesi di governo i grillini siano stati zitti.

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Perché non è la prima volta che Salvini si esprime in questo modo riguardo l’omicidio del geometra romano. E non risulta che in passato i 5 Stelle abbiano mai detto nulla o condannato le parole di quello che era al governo con loro. Così come non risulta che abbiano espresso solidarietà a Ilaria Cucchi quando veniva attaccata ed insultata su Facebook. Né risulta abbiano fatto interrogazioni quando la proiezioni del film “Sulla mia pelle” cui prese parte Ilaria a Rimini venne piantonata su ordine del Questore. Non risulta che quando Salvini invitò Ilaria Cucchi al Viminale (era ministro) e lei rispose che ci sarebbe andata solo quando il ministro dell’Interno si sarebbe scusato i 5 Stelle abbiano fatto pressioni di qualche genere. Sì, siamo davvero contenti che il M5S abbia aperto gli occhi. Solo ci viene spontanea una domanda: lo hanno fatto solo perché non sono più alleati di Salvini, e quindi per convenienza politica, oppure perché ci credono davvero?

 

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