Fact checking

Ma Salvini quand’è che inizierà a vergognarsi per quello che ha detto sul caso Cucchi?

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Oggi il Partito Democratico ha pubblicato su Facebook una card con la quale rilanciava una dichiarazione di Matteo Salvini su Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il geometra ucciso nel 2009 mentre si trovava in stato di fermo. In quella dichiarazione, risalente al 2016, l’allora Segretario della Lega e oggi ministro dell’Interno diceva «Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello ma mi fa schifo. È un post che fa schifo».

L’autogol del PD e la querela di Salvini

Gli esperti della comunicazione del PD si sono limitati a sussurrare che Salvini adesso dovrebbe chiedere scusa. Dal punto di vista della comunicazione una scelta discutibile perché – vera o falsa che sia quella citazione – lascia tutto lo spazio all’avversario politico, continuando a riproporre il suo pensiero senza alcun contraddittorio nella card. In pratica il PD voleva cercare di far vergognare Salvini per quello che ha detto ma di fatto ha solo tirato fuori quella vecchia uscita dell’europarlamentare leghista.

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Ed infatti Salvini non ha perso tempo. Su Facebook ha ripubblicato la stessa card del PD facendoci aggiungere sopra un “Falso! E il PD verrà querelato”. Salvini infatti sostiene che si tratti di una fake news che aveva già smentito perché la persona “non riguardava la persona ma un POST di Ilaria Cucchi”.

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Chi ha ragione? Salvini effettivamente ha detto – durante una puntata della Zanzara di Radio 24 – che la sorella di Stefano Cucchi si doveva vergognare e quel post gli faceva schifo perché quel post gli ricordava “il documento contro il Commissario Calabresi”. Ora il fatto che Salvini dica che in realtà stava dicendo che parlava di “un post schifoso” e non dell’autrice del post è chiaramente un’arrampicata sugli specchi. Anche perché le cose sono molto cambiate e ora salta fuori che, in un certo senso, la sorella di Stefano aveva ragione.

Perché Salvini si deve vergognare

Ma di quale post sta parlando il ministro? Quale post può aver spinto Salvini a dire che gli faceva schifo, che Ilaria Cucchi si doveva vergognare e che «la storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I carabinieri possono tranquillamente mettere una foto in costume da bagno sulla pagina di Facebook. O un carabiniere non può andare al mare? È assolutamente vergognoso. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa». Il post è questo qui e difficilmente ci si possono scorgere similitudini con con la lettera aperta sul caso Pinelli. La cosa che Salvini non dice è che Ilaria Cucchi accusava in quel post Francesco Tedesco, lo stesso carabiniere che dopo nove anni ha deciso di parlare e raccontare cosa successe quella notte.

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via Twitter.com

A distanza di tre anni da quelle dichiarazioni ad essere cambiati sono i contorni della vicenda giudiziaria. Il Carabiniere Francesco Tedesco ha raccontato in Aula che Stefano Cucchi è stato pestato, preso a schiaffi e calci in faccia da due suoi colleghi, i carabinieri Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo. In Tribunale Tedesco ha chiesto scusa alla famiglia Cucchi. Salvini tre anni fa era invece convinto che le cose non fossero andate come invece ha sempre detto la famiglia di Stefano: «mi sembra difficile pensare che ci siano poliziotti o carabinieri che hanno pestato per il gusto di farlo». Riportiamo qui  un estratto del verbale di interrogatorio di  Tedesco

fu un’azione combinata. Cucchi prima iniziò a perdere l’equilibrio per il calcio di D’Alessandro poi ci fu la violenta spinta di Di Bernardo che gli fece perdere l’equilibrio provocandone una violenta caduta sul bacino. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di avere sentito il rumore. Spinsi Di Bernardo ma D’Alessandro colpì con un calcio in faccia Cucchi mentre questi era sdraiato a terra. Gli dissi “basta, che cazzo fate, non vi permettete” (…) “colpiva Cucchi con uno schiaffo violento in volto” e l’altro “gli dava un forte calcio con la punta del piede”

Insomma uno degli imputati nel processo per la morte di Stefano Cucchi ha chiesto scusa, Salvini invece non ha ancora trovato il tempo per vergognarsi. Da bravo garantista Salvini diceva di voler aspettare la sentenza, facendo però sapere che della giustizia italiana non aveva molta fiducia. Come a dire, anche se i carabinieri verranno condannati probabilmente è per colpa dei giudici politicizzati, non perché hanno davvero ucciso Stefano Cucci.

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