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M5S, il TMB Nuovo Salario e il III Municipio a rischio esplosione

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Dopo l’VIII municipio, caduto in seguito alle dimissioni di Paolo Pace, c’è maretta anche nel III Municipio dove la Giunta M5S è in rotta di collisione con il Campidoglio. Su un argomento sensibile: la gestione dei rifiuti.

M5S, il III Municipio a rischio esplosione

Accade infatti che Mimmo D’Orazio, assessore all’ambiente, abbia pubblicato uno status in cui denuncia la situazione legata allo svuotamento dei cassonetti, che sta “portando al collasso l’impianto di ricezione e trattamento del Nuovo Salario, dove la situazione è disastrosa”. E descrive file di compattatori provenienti anche da altri municipi che non riescono a svuotare con regolarità il contenuto compromettendo i vari passaggi sul territorio. Tutto ciò, come D’Orazio sa benissimo, dipende dalla nuova emergenza rifiuti che si è venuta a creare in questi giorni a Roma a causa dei «ricatti» di Manlio Cerroni e del rallentamento nella ricezione dei rifiuti nei TMB del Colari. E che probabilmente si risolverà soltanto dopo Pasqua e dopo il deflusso del buon numero di turisti che si prevede in arrivo in città, anche grazie al commissariamento dei contratti tra AMA e l’azienda di Cerroni dopo che il Consiglio di Stato ha confermato l’interdittiva antimafia.
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Ma sul TMB Nuovo Salario per la giunta si va a toccare un nervo scoperto. Dopo averne promesso la chiusura in campagna elettorale (come del resto aveva fatto anche Ignazio Marino), infatti, la sindaca si è dovuta scontrare con la realtà. Sempre al Terzo Municipio a metà novembre la consigliera nonché presidente 5 Stelle della Commissione Ambiente municipale Francesca Burri aveva proposto l’aumento dei turni dell’impianto di via Salaria 981 da due al giorno per cinque giorni a tre al giorno per sette giorni in modo da smaltire più rapidamente i rifiuti e contrastare le esalazioni. Mozione a sua volta respinta dai 5 Stelle su indicazione della Presidente Roberta Capoccioni. Eppure già nella mozione della Burri (si può leggere qui) veniva evidenziato come il problema delle esalazioni provenienti dall’impianto di Trattamento Biologico Meccanico di via Salaria fossero da riferirsi ad un non corretto funzionamento dello stesso.

Il TMB Nuovo Salario e il Campidoglio 

La Burri nel frattempo è stata sfiduciata dalla maggioranza grillina in Municipio e ne è stata richiesta l’espulsione. La Raggi è tornata a promettere la chiusura del TMB Nuovo Salario entro il 2019. Intanto però l’impianto sta lavorando al massimo per sopperire i problemi degli impianti di Malagrotta ora commissariati. «Abbiamo chiesto ai responsabili AMA e all’assessore capitolino Montanari di attivarsi immediatamente per prendere tutte le iniziative utili e improcrastinabili per risolvere immediatamente questa situazione non più tollerabile né dai cittadini né dal territorio», ha detto ieri D’Orazio. L’impegno dei municipali, i più sensibili alle pressioni del territorio, è degno di lode. Ma le soluzioni al problema sembrano lontane.
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In primo luogo per l’emergenza e la soluzione proposta per risolverla. Ai più attenti non sfuggirà che questa era proprio la soluzione caldeggiata all’epoca dalla buonanima di Fortini, nel frattempo cacciato dall’AMA proprio all’epoca del primo Monnezzagate e con la regia della Muraro. La soluzione proposta dal Comune dovrebbe per lo meno evitare i cumuli di spazzatura in città per Pasqua e Pasquetta, mentre manca un piano di medio termine per la risoluzione definitiva del problema. L’assessora Montanari ha annunciato il 70% di differenziata entro il 2021, annunciando per il 2019 la chiusura del TMB Nuovo Salario e ben tre nuovi impianti per l’organico. Tutto bello, bello, bellissimo, ma per adesso le soluzioni sono soltanto emergenziali. «La collaborazione della cittadinanza non è di facile richiesta, ma confidando nel senso civico e nel buon senso, vi chiedo di usufruire dei cassonetti non saturi posizionati nelle immediate vicinanze per evitare l’accumulo di rifiuti a ridosso dei cassonetti e di segnalare con foto, via e civico di riferimento le situazioni piu gravi che verranno girate ai responsabili territoriali AMA», dice oggi D’Orazio. Purtroppo non basterà.
Foto copertina da Lucianamiocchi