Economia

Luciano Barra Caracciolo: il sottosegretario che vuole uscire dall’euro

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Il professor Luciano Barra Caracciolo è stato nominato ieri sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche Europee. Non è il primo incarico del genere per il giurista e magistrato romano che nel 1994 era stato nominato consigliere giuridico del Ministro della funzione pubblica Giuliano Urbani primo governo Berlusconi, incarico che aveva mantenuto nel 1995 con Franco Frattini nel Governo – tecnico – guidato da Lamberto Dini (già ministro con Berlusconi). Sempre all’interno del governo Berlusconi I è Barra Caracciolo è stato Capo di gabinetto del Ministero per gli italiani nel mondo. Dal 2001 al 2005 – durante il secondo governo guidato da Silvio Berlusconi – Luciano Barra Caracciolo è stato Vice Segretario generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Luciano Barra Caracciolo, il magistrato sovranista anti-euro

Fin qui le esperienze prettamente politiche, ma il curriculum del sottosegretario alle Politiche Europee non si esaurisce qui dal momento che Barra Caracciolo è (dal 2010) presidente della Quinta sezione del Consiglio di Stato. Più di recente Luciano Barra Caracciolo è stato autore di due libri considerati fondamentali da chi sostiene l’incompatibilità tra i Trattati Europei e la Costituzione italiana e che pertanto ritiene che l’Unione Europea e l’Euro siano una rovina per il nostro Paese.

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Diego Fusaro, Alberto Bagnai e Luciano Barra Caracciolo

Uno di questi testi chiave, pubblicato nel 2013 con il titolo Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile tra costituzione e trattati europei raccoglie in parte le riflessioni pubblicate sul blog del neo sottosegretario “Orizzonte48“. Durante uno degli incontri di presentazione del libro – nel 2014 all’Aquila – Barra Caracciolo disse che «i Trattati europei uccidono la Costituzione italiana. In queste condizioni è impossibile ricostruire L’Aquila come si dovrebbe e come si potrebbe». La realtà dei fatti ovviamente è leggeremente diversa dalla narrazione presentata.

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Il sottosegretario Barra Caracciolo (a sinistra) assieme ad Antonio Maria Rinaldi di Scenarieconomici

La nomina di Barra Caracciolo alle Politiche Europee non deve stupire poi così tanto. Così come il ministro agli Affari Europei Paolo Savona anche il sottosegretario condivide la partecipazione come autore al sito Scenarieconomici da anni punto di riferimento dei sovranisti no-euro. Non è un caso che nel 2013 Barra Caracciolo abbia partecipato a Pescara al convegno dal titolo “Euro, la truffa del secolo” organizzato da Antonio Maria Rinaldi (fondatore di Scenarieconomici) e al quale aveva presenziato anche la senatrice M5S Enza Blundo.

Il sottosegretario alle Politiche Europee che paragona l’Europa alla Germania nazista

In quell’occasione Barra Caracciolo spiegò agli astanti che chi governa l’Unione Europea vuole «instaurare un tipo di società al posto della  società che era prevista dalle costituzioni democratiche a sovranità democratica». Ed è questo tema, che Caracciolo ha sviluppato in una serie di articoli, che lo accomuna a Savona, il quale a sua volta ritiene che l’UE non sia altro che la prosecuzione del “piano Funk” (ministro dell’economia della Germania nazista) per il dominio sull’Europa. Non è un caso che sia Rinaldi che Barra Caracciolo ritengano che il piano tedesco per l’UE sia quello di svuotare le istituzioni democratiche per sostituirle con qualcosa d’altro: l’ordoliberismo. Un sistema che mira sostanzialmente a “restaurare” il potere teutonico sul Continente.

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E i riferimenti – nemmeno troppo velati – al nazismo sono uno dei leit motiv di Barra Caracciolo. In un articolo su Scenarieconomici ha inserito una bandiera europea sotto la quale si cela quella della Germania nazista. In un tweet del 2014 ha paragonato lo slogan “bisogna fare le riforme” alla frase “arbeit macht frei” che i nazisti avevano messo all’ingresso dei campi di concentramento.

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A Pescara nel 2013 Luciano Barra Caracciolo spiegò che «Per trent’anni vi hanno raccontato delle storielle però rimane il fatto che quando hai ottenuto questo modello sociale che inverte la legalità costituzionale hai conquistato un potere oligarchico che gli consente di fare quello che vogliono». In più occasioni Barra Caracciolo ha ribadito che l’adozione della moneta unica europea e l’abbandono della valuta nazionale rappresenta una cessione di sovranità che è in violazione della Costituzione. In un convegno del 2013, organizzato alla Camera dal gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle spiegava come «uscire dall’euro senza dover mettere in contestazione l’appartenenza all’Unione Europea». Il sottosegretario alle Politiche Europee sostiene «l’euro exit come opzione di recupero del cammino comune europeo»; vale a dire che l’uscita dall’euro dell’Italia non solo sanerebbe il vulnus costituzionale dell’indebita cessione di sovranità ma addirittura potrebbe salvare l’Unione Europea stessa. Unione che però, ricordiamolo, per Barra Caracciolo, Rinaldi e Savona non è altro che la prosecuzione della volontà di dominio della Germania sui popoli europei.

Luciano Barra Caracciolo e l’Eurexit in segreto

In un’intervista del 2014 il sottosegretario alle Politiche Europee disse che «Si sta deindustrializzando l’Italia: la Germania su tutte vuole controllarla, in quanto sua principale concorrente industriale nell’area euro, e farne, al più, una gigantesca fabbrica cacciavite, a bassi salari, progressivamente decrescenti. La Germania non vuole un’Italia viva e vitale, proprio perché è il principale concorrente sul mercato “unico”». Su YouTube ci sono molti video di conferenze durante le quali Luciano Barra Caracciolo spiega come uscire dall’euro, ad esempio questa cui hanno preso parte Claudio Borghi e Alberto Bagnai. In quella conferenza Barra Caracciolo spiega che per uscire dalla moneta unica «basta scrivere una lettera e dire: io ritengo che non posso rimanere nei criteri, di conseguenza revoco il mio consenso espresso in data tal dei tali».

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Ma è in un’altra intervista – pubblicata originariamente sull’Antidiplomatico – Luciano Barra Caracciolo spiega che l’uscita dall’euro dell’Italia deve essere presa in segretezza. L’Italexit «non deve essere anticipata ai mercati, soprattutto in un contesto di Banca centrale indipendente pura, recepita dal diritto interno in applicazione del trattato, che ha il divieto assoluto di intervenire a sostegno dello Stato –  poi la chiusura delle banche per un certo periodo di tempo, e altre misure di “primo impatto”». Se a qualcuno è venuto in mente il “Piano B” per l’uscita dall’euro di Savona e Scenarieconomici non sta sbagliando, il succo è quello. Per il sottosegretario una volta che una forza di governo decide di “fare l’interesse del Paese” il referendum sull’euro non è necessario. Questo però partendo dal presupposto che durante la campagna elettorale gli elettori siano stati informati della volontà di uscire dall’euro, cosa che non è accaduta. Forse perché la decisione deve essere presa nella massima segretezza? Caracciolo spiega anche che se «Sul piano politico, però, queste alchimie finanziarie costruite per salvare l’euro si dissolverebbero nel momento in cui un paese importante come l’Italia dovesse decidere di uscire dall’euro, innescandone la dissoluzione».

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