Opinioni

Lo sfogo del povero Gennaro Sangiuliano, che non dorme per gli attacchi al Tg2

Stamattina Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, ci teneva a sfogarsi su Facebook perché non dorme la notte e si sveglia di soprassalto a causa degli attacchi che riceve. Il povero Sangiuliano, come d’abitudine, non fa i nomi di chi lo attacca ma è piuttosto facile capire con chi ce l’ha.

Non dormire la notte, svegliarsi di soprassalto, essere bersaglio quotidiano, indicato all’indice come pubblico scandalo, oggetto delle invettive (quasi sempre basate su fatti inesistenti) da parte di un deputato che si fa forte della sua immunità per picchiarmi come si può fare ad una persona con le mani legate.

Qui Sangiuliano parrebbe avercela con Michele Anzaldi, membro della commissione RAI e di Italia Viva. Ma non è vero che l’immunità protegge in generale i deputati dal pagare le conseguenze di eventuali affermazioni diffamatorie o per altro tipo di reato. La Corte Costituzionale ha infatti in molte occasioni ribadito che se chi gode di immunità parlamentare esprime un’opinione al di fuori della sede in cui esercita le sue funzioni (quindi la Camera o il Senato), l’insindacabilità regge se c’è un nesso funzionale tra le sue affermazioni e l’attività svolta come parlamentare.

gennaro sangiuliano 1

Poi Sangiuliano continua:

Un altro politico ha scritto su Twitter che la mi testa deve “rotolare”. Tutto documentato e fotografato. E risparmio il catalogo dettagliato e ampio delle minacce.

Anche qui il direttore del Tg2 non fa nomi. Ma basta una rapida ricerca su Twitter per trovare che a dire qualcosa del genere è stato Tomaso Montanari. Che, piccolo dettaglio, non è un politico. E ha anche aggiunto un dettaglio significativo:

 

tomaso montanari sangiuliano

Ed è un vero peccato che Sangiuliano, forse confuso dall’insonnia, non abbia ritenuto di dovere, come sarebbe necessario per tutti i giornalisti, spiegare il contesto dell’affermazione di Montanari. Ovvero un tweet in cui si segnalava che in un servizio del Tg2 era stata attribuita agli americani la liberazione di Auschwitz.

Purtroppo del clamoroso errore, che ha causato uno sbanderno di risa in tutto l’Internet, Sangiuliano non ha ritenuto di dover mettere a parte i suoi amici su Facebook. Ed è un peccato che sempre Sangiuliano non abbia potuto aggiungere una parola di spiegazione alle piccole perle che ci ha regalato il suo Tg2 in questi anni di conduzione. Come la marcetta di Salvini a Torpignattara, il servizio sul libro che l’indomani avrebbe presentato proprio il direttore, la multa per il mancato rispetto della par condicio, quella volta che parlarono dei rubli di Togliatti per giustificare quelli alla Lega e, dulcis in fundo, quella volta che per poco la Svezia non ci dichiarava guerra per un loro servizio. Insomma, è proprio una persecuzione quella contro di lui, vero?

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