Cultura e scienze

Il Tg2 sovranista che si esalta per la marcetta di Salvini a Tor Pignattara

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Qualche giorno fa i consiglieri del CdA RAI nominati da Lega e Fratelli d’Italia sono insorti contro il servizio di Report che a loro avviso violava le regole della par condicio. Nessuno di loro – in Umbria ormai si è già votato – si è lamentato invece del servizio dedicato a Salvini mandato in onda ieri sera dal Tg2, che pure dopo la caduta del governo gialloverde continua ad essere a trazione sovranista.

Ma è il Tg2 o l’istituto Luce?

Cosa è successo al Tg2? Il deputato PD membro della Commissione di vigilanza RAI Michele Anzaldi parla di un servizio dai «toni, immagini e trionfalismo da Istituto Luce» trasmesso ieri sera per raccontare l’ultima uscita pubblica dell’ex ministro dell’Interno. Che ieri pomeriggio ha fatto una passeggiata a Tor Pignattara, un quartiere di Roma. Ora per quanto Salvini sia un importante leader politico, Segretario del partito che per i sondaggi raccoglie i consensi di oltre il 30% degli italiani è un dato di fatto incontestabile che nessuno vuole mettere in discussione.

Ma davvero per poter parlare di Salvini l’unico modo era un servizio “giornalistico” che ricalca lo stile delle sue dirette su Facebook e che lo segue durante la sua passeggiata per le strade di Roma? Perché a dirla tutta ieri Salvini non ha fatto nulla: ha semplicemente passeggiato per un quartiere di Roma senza fare nessuna proposta concreta per risolvere i problemi dei cittadini e degli abitanti che andasse oltre il “cacciamo la Raggi e Zingaretti” d’ordinanza. Il primo da quando non è più al governo con il M5S, perché prima certe cose non le diceva. Il punto è che non si capisce il senso e l’utilità dei sessantanove secondi di video in cui si celebra l’accoglienza «dei cittadini del feudo rosso» e le telecamere che seguono il Segretario della Lega «strada per strada, negozio per negozio» dove si sottolinea che sono «pochi rimasti gestiti da italiani, il problema è questo». Non manca lo spazio concesso a Salvini per ricordare agli spettatori che il problema sono proprio gli immigrati i porti aperti e le ONG.

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Salvini ha già annunciato che andrà a passeggio per tutti i quartieri della Capitale e che “entro novembre” presenterà le sue proposte per il buongoverno della città. Speriamo che il Tg2 non abbia intenzione di seguire tutte le marcette su Roma dell’ex ministro dell’Interno (a proposito, perché non ci è andato prima?) e si accontenti di aver mandato in onda lo spot promozionale dell’iniziativa leghista. Anche perché per le prossime occasioni al Tg2 farebbero prima a prendere le dirette Facebook di Salvini, almeno risparmiano di mandare una troupe al seguito. I cittadini capiranno.

Per seguire la marcetta di Salvini il Tg2 si è perso la commemorazione della marcia su Roma fatta da Fratelli d’Italia

E chissà, magari per dare l’importante notizia della visita di Salvini a Tor Pignattare al Tg diretto da Sangiuliano si sono fatti dare il “buco” da quello di Enrico Mentana che invece ha dato notizia della festa dedicata al Ventennio ad Acquasanta Terme cui hanno preso parte (ma sono solo passati “a salutare”) due esponenti di Fratelli d’Italia: il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e il deputato marchigiano Francesco Acquaroli. La cena è stata organizzata lunedì scorso, giorno dell’anniversario della più celebre (rispetto a quelle di Salvini) marcia su Roma.

Sulle tavole menù con fasci littori e foto del Duce ed altri riferimenti al Fascismo accostati a quello del partito di Giorgia Meloni. Alla fine a prendersi la responsabilità per l’accaduto è il segretario provinciale Fdi di Ascoli Piceno Luigi Capriotti che in una nota chiede scusa e si assume “tutte le responsabilità in merito alla vicenda della cena ad Acquasanta Terme”. Viene fuori così che la cena era in realtà un’assemblea di Fratelli d’Italia organizzata da Capriotti “per parlare, insieme ad alcuni militanti del partito, dei principali problemi del nostro territorio, con un’attenzione particolare alla questione relativa alla ricostruzione post sisma”.

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Cena cui sono stati invitati anche altri rappresentati di FdI. Eppure nessuno, prima che esplodesse lo scandalo, a quanto pare si è troppo preoccupato dei simboli fascisti né ha sentito il bisogno di prendere le distanze da quella che Capriotti definisce oggi (a quattro giorni di distanza) “una commistione imperdonabile”.

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