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Lello Ciampolillo, la Xylella e Teresa Bellanova al soldo delle lobby dell’olio d’oliva

«Il Ministro finge di non conoscere i rimedi che la libera scienza ha rinvenuto, come il metodo Scortichini, le onde elettromagneticiche, i saponi naturali». Il senatore pentastellato Lello Ciampolillo è tornato all’attacco della ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova sulla Xylella.

Le lobby dell’olio d’oliva che vogliono salvare gli ulivi pugliesi

Due giorni fa il senatore M5S aveva scritto su Facebook che la neo-ministra era «al servizio di Coldiretti e delle lobby dell’olio di oliva, contro i cittadini e l’ambiente pugliese». Ragione dello scontro le dichiarazioni della Bellanova che in un’intervista aveva anticipato le linee guida del suo Ministero per combattere la piaga che sta devastando le campagne pugliesi. Per la ministra la soluzione sono – come è sempre stato detto da chi ha studiato il batterio della Xylella e il Co.Di.R.O. – le eradicazioni delle piante infette al fine di creare una zona cuscinetto che fermi la propagazione e la diffusione dell’infezione.

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Un’ipotesi questa che è fermamente rigettata da coloro che in questi anno hanno combattuto contro i tagli degli alberi malati. Tra questi non ci sono solo attivisti ed esponenti del MoVimento 5 Stelle ma anche il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (PD). Molti lo hanno fatto sulla scorta dell’inchiesta della procura di Lecce, per la quale è stata chiesta l’archiviazione, che adombrava responsabilità da parte di alcuni ricercatori del CNR di Bari nonché fantasiose teorie del complotto che vedevano coinvolte le solite multinazionali. Poi c’era la Lega Nord con Salvini che si arrabbiava come al solito con “l’Unione Sovietica Europea” che ci voleva obbligare a tagliare gli alberi malati.

Come salvare gli ulivi lavandoli con il sapone (clicca qui)

«Non è abbracciandosi agli alberi che si risolvono i problemi. Bisogna riconoscere il ruolo della scienza. Bisogna applicare ciò che è utile per limitare il danno». Così ieri la ministra in un’intervista al Messaggero rispondeva alle accuse di Ciampolillo. E che fosse proprio il pentastellato pugliese il bersaglio è chiaro: fu proprio lui ad eleggere a residenza parlamentare il terreno in contrada Termetrio a Cisternino (BR) nel tentativo di salvare dall’abbattimento un ulivo malato di Xylella. Un gesto vano visto che l’ulivo fu poi regolarmente abbattuto.

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E così, con la complicità di articoli pubblicati sui soliti giornaloni dove si addebita tutta la colpa alla “cementificazione” e si sostiene l’affascinante teoria che i batteri non esistono ma che siano un’invenzione di Big Pharma, è possibile che un senatore della Repubblica ritenga che esistano i rimedi scoperti dalla “scienza libera”. Quali sono? Ciampolillo li elenca nel suo post: il metodo Scortichini, le onde elettromagnetiche e i saponi naturali. Il metodo Scortichini prevede un trattamento a base di rame e di zinco, sul quale però non ci sono evidenze scientifiche e non c’è nessuna prova che sia davvero efficace.Riguardo alle non meglio precisate onde elettromagnetiche a bassa frequenza Ciampolillo qualche mese fa aveva spiegato che funzionano così: «i batteri colpiti da onde elettromagnetiche a bassa frequenza sono risultati poi al microscopio elettronico piegati e esplosi». Qualsiasi cosa significhi (e si dovrebbe spiegare anche in che modo). Ma è già un passo avanti perché si ammette che ci sono dei batteri. I quali oltre ad essere “piegati” o fatti esplodere possono addirittura essere lavati via. Almeno in questo consiste il trattamento inventato da Luigi Botrugno (che risulterebbe essere il titolare dell’Antica Saponeria del Salento, fondata nel 2016) che prevede lavaggio degli ulivi con un particolare sapone (denominato Nuovo Ulivo) in grado di lavare via i batteri.

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Ora che esistano i negazionisti – a vario titolo – dell’epidemia di Xylella è purtroppo un dato di fatto. Così come è un dato di fatto la devastazione delle campagne salentine a causa della diffusione del batterio. Ma è curioso che Ciampolillo accusi la ministra di “tutelare le bramosie di Coldiretti”, vale a dire l’associazione di categoria che tutela i produttori e gli olivicoltori pugliesi. Se pure loro ritengono che ci sia bisogno di fermare l’epidemia con l’eradicazione delle piante infette (salvando quindi l’economia regionale) che male c’è? L’importante è evitare che la Puglia diventi un deserto. Ed infine il senatore sta attaccando un ministro sostenuto dal suo governo, ma questa non è una novità.

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