Cultura e scienze

Il grande ritorno del complotto della Xylella sul Fatto Quotidiano

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«La Xylella, un batterio da quarantena declassato, non è la causa della malattia degli olivi in Puglia». Così ieri sul Fatto Quotidiano il professor Pietro Perrino, ex direttore  dell’Istituto di genetica vegetale del Cnr di Bari, ha riacceso le fantasie del complotto sul batterio che ha flagellato gli ulivi pugliesi. Secondo Perrino il Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo (CoDiRO) «è causato da criticità ambientali, che sono più forti proprio nelle aree focolaio del Salento, dove la desertificazione avanza più che altrove. C’è una stretta relazione tra desertificazione,più inquinamento, e CoDiRO». Insomma, quello che ci hanno raccontato fino ad ora, con il batterio trasmesso dalla sputacchina (Philaenus spumarius) non è vero.

Il cialtronismo ascientifico del Fatto Quotidiano

Secondo Perrino non è stato dimostrato che il batterio della Xylella è la causa del CoDiRo (e anche nel M5S pugliese c’è chi ritiene sia così). Questo nonostante due anni fa – nel 2016 – l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare (EFSA) abbia confermato con uno studio condotto sul batterio Xylella Fastidiosa e sulla correlazione con il Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO) che è il batterio della Xylella la causa principale del CoDiRO. Ma per Perrino e per il Fatto Quotidiano evidentemente nemmeno le parole di Alexander Purcell, il massimo esperto mondiale di Xylella, sono sufficienti. Lo studio dell’EFSA aveva rilevato anche che il ceppo di Xylella Fastidiosa subspecie Pauca denominato ST53 (proveniente dalla Costa Rica) è direttamente connesso al complesso del disseccamento rapido dell’ulivo. Un altro studio pubblicato nel marzo 2016 sull’European Journal of Plant Pathology confermava come questo ceppo fosse l’unico presente in Puglia (a dispetto della storia dei nove ceppi diversi raccontata dalla Procura nella famosa ordinanza). Addirittura i consulenti della Procura di Lecce – quella che riteneva che la Xylella fosse stata addirittura importata dagli scienziati per poter “vendere” la cura sono giunti ad una conclusione che smentisce le tesi dei magistrati pugliesi. Non c’è insomma un solo straccio di prova che confermi le tesi di Perrino o dei vari complottisti.

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Per il Fatto Quotidiano – e per Marco Travaglio che ha postato l’articolo sulla sua pagina Facebook ufficiale – invece la storia del batterio è una bufala. Anzi, la Xylella è una bufala visto che è tutta colpa – spiega Perrino – del ricorso all’erbicida della Monsanto Roundup. Per il genetista e il Fatto Quotidiano il problema degli uliveti pugliesi “è antico” e risale a quando «la teoria dei germi di Louis Pasteur (XIX secolo), con l’aiuto  delle case farmaceutiche di allora, prevalse sul pensiero dei suoi contemporanei, A. Béchamp e C. Bernard, che sostenevano che la causa delle malattia non è il germe, ma il terreno». Non solo è tutta colpa di Big Pharma (come al solito) ma addirittura le case farmaceutiche avrebbero “spinto” per la teoria dei germi. Ma i germi, sembra voler dire Perrino, in realtà non hanno alcuna colpa (curiosamente è la stessa tesi sostenuta da Gabriella Mereu). Continua Perrino che spiega come grazie a Pasteur e alle sue teorie «le multinazionali del farmaco avviarono quel grande business che le fece diventare così ricche da comprarsi le banche e i governi».

È tutta colpa di Pasteur!!

«Pasteur vuole che la causa sia il batterio, non il terreno o le criticità ambientali» – scrive Perrino – facendo risalire tutti i mali degli ulivi pugliesi ad un biologo francese morto nel 1895. Non dimentichiamoci però che qualche riga prima Perrino aveva scritto che il problema era la cementificazione. Che Pasteur tramite Big Pharma e le banche abbia influenzato anche i piani regolatori regionali? Chissà, magari Perrino porterà qualche fatto per dimostrarlo; ma in tutto l’articolo non succede.

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Il riferimento a Pasteur non deve sorprendere, l’anno scorso Perrino scrisse una lettera alla ministra della Salute Lorenzin per spiegarle di essere contrario ai vaccini (non all’obbligo, alle vaccinazioni tout court) perché «non sono state le vaccinazioni di massa a salvarci dalle malattie infettive, ma le condizioni igieniche e l’uso di acqua potabile» (curiosamente la stessa tesi propugnata da Beppe Grillo in suo vecchio spettacolo).

 

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Ci si aspetterebbe che Perrino, da esperto qual è, fornisse prove documentali, esempi, dati scientifici che dimostrano come il batterio non sia causa del CoDiRo. Purtroppo non c’è un solo dato ma solo ragionamenti “per analogia” e buffe ricostruzioni storiche sulla storia delle scoperte scientifiche alle quali manca solo un accenno alla massoneria. Invece che fare quello che ogni scienziato dovrebbe fare, ovvero raccogliere prove e dimostrare le proprie teorie con i fatti Perrino fornisce affascinanti teorie pseufoscientifiche spiegando che «la fisica quantistica insegna che  l’inquinamento causa malattie, perché interferisce negativamente con le frequenze vibrazionali degli organismi viventi, come l’olivo e l’intero ecosistema».

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Fonte

Sarebbe interessante sapere in quale passaggio della teoria dei quanti la “fisica insegna” che l’inquinamento causa malattie “perché interferisce con le frequenze vibrazionali”. Non è qui in discussione il rapporto tra inquinamento e malattie quanto il concetto di frequenze vibrazionali e le sue declinazioni New Age che dalla memoria dell’acqua ai biofotoni riscuotono un certo successo in chi si occupa della cosiddetta medicina quantistica. Frullate antivaccinismo, medicina quantistica, ipotesi di complotto smentite su Xylella e odio per le case farmaceutiche e avrete un bellissimo pezzo pronto per essere pubblicato a tutta pagina sul Fatto Quotidiano. Il giornale della gente, per la gente.