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Il senatore M5S che vuole curare la Xylella con le onde elettromagnetiche e il sapone

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La questione della Xylella? Secondo l’Accademia dei Lincei la gestione dell’emergenza in Puglia evidenzia «alcuni aspetti disfunzionali del rapporto tra poteri pubblici e scienza purtroppo molto radicati in Italia». Niente di nuovo si dirà, in fondo sono anni che sui giornali e sulle riviste scientifiche – ad esempio Nature – viene denunciata la caccia alle streghe scatenata contro quei ricercatori che già nel 2013 avevano individuato nel batterio trasmesso dalla mosca sputacchina la causa principale del Co.Di.R.O, il Complesso del disseccamento rapido dell’olivo che ha causato la moria degli ulivi salentini.

Cosa ha detto l’Accademia dei Lincei sulla Xylella

In una lettera della Commissione Lincea sui problemi della Ricerca gli accademici rilevano come nonostante le evidenze scientifiche a disposizione «si è scelto di non dare credito alle evidenze scientifiche e non dare seguito alle loro precise raccomandazioni, impedendo per anni la messa in atto delle misure necessarie a fermare l’epidemia e accusando i ricercatori di corresponsabilità nella sua diffusione». Non è difficile capire di cosa sta parlando l’Accademia dei Lincei, che tra le altre cose era menzionata nelle carte della famosa inchiesta della procura di Lecce che portò al sequestro del piano di abbattimento degli ulivi infetti. Contro il piano di abbattimento si sono espressi in questi anni il Presidente della Puglia Michele Emiliano e soprattutto il MoVimento 5 Stelle.

Questo «colpevole atteggiamento e il derivante dannosissimo ritardo nella messa in atto delle misure di contenimento» ha fatto sì che il numero di olivi potenzialmente infetti sia passato dal 2013 ad oggi «da qualche centinaio di migliaia a più di 20 milioni e la superficie colpita da 80 chilometri quadrati a più di 1.800». Ma davvero la politica ha imparato la lezione? A quanto pare no. Perché mentre ieri al TGR Puglia Donato Boscia del CNR di Bari faceva notare come «ci sia stata una certa ignoranza intesa come una non conoscenza di certi argomenti accompagnata da una insufficiente fiducia nei ricercatori» il Senatore M5S Lello Ciampolillo continuava la sua battaglia per rimedi alternativi all’abbattimento.

I metodi alternativi per combattere la Xylella secondo Ciampolillo

Ciampolillo è il senatore rampante che mesi fa spostò la sua residenza su un terreno dove c’era un ulivo infetto destinato all’abbattimento per scongiurarne l’eradicazione. Quando la pianta venne abbattuta il senatore pentastellato scrisse su Facebook un post nel quale accusava «alcuni presunti uomini dello Stato» che avevano «invaso una mia residenza senza alcun titolo e hanno volontariamente distrutto un meraviglioso ulivo che costituiva la prova evidente di come sia possibile combattere la Xylella nel rispetto della natura e dell’ambiente».

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Ma quali sono le cure alternative che propone il senatore del M5S? Lo ha rivelato lui stesso durante una conferenza stampa. C’è ad esempio il metodo Scortichini che prevede un trattamento a base di rame e di zinco, sul quale però non ci sono evidenze scientifiche. Poi c’è quello che prevede l’utilizzo di non meglio precisate onde elettromagnetiche a bassa frequenza. Ciampolillo spiega che ci sarebbe già stata una sperimentazione durante la quale «i batteri colpiti da onde elettromagnetiche a bassa frequenza sono risultati poi al microscopio elettronico piegati e esplosi».

Ma non finisce qui, perché durante la conferenza organizzata da Ciampolillo è stato anche presentato il trattamento inventato da Luigi Botrugno che consiste in una sorta di lavaggio degli ulivi con un particolare sapone (denominato Nuovo Ulivo) che laverebbe via i batteri. L’aspetto positivo di tutto questo è che finalmente anche quelli che hanno un cattivo rapporto con la scienza sono costretti ad ammettere che è la Xylella Phastidiosa la causa del Co.Di.R.O, contrariamente a quanto si leggeva sul Blog di Grillo e sul Fatto Quotidiano qualche tempo fa dove si dava invece la colpa alla cementificazione.

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