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Teresa Bellanova, la Xylella e gli alberi che si curano e non si abbracciano

teresa bellanova xylella

Ieri il senatore Lello Ciampolillo, già richiamato dal MoVimento 5 Stelle durante la mattanza di Capodanno, ha scritto su Facebook che la ministra delle Politiche Agricole è “al servizio delle lobby dell’olio d’oliva”, parlando di “truffa della Xylella” con l’audacia e lo sprezzo del ridicolo che lo ha già portato ad essere definito il senatore rampante contro il complotto della xylella.

lello ciampolillo

Oggi Teresa Bellanova rilascia un’intervista al Messaggero in cui parla della polemica sul suo vestito e sulla licenza media ma risponde anche a Ciampolillo:

«Alcuni parlano senza sapere di cosa parlano. La Xylella è un tema troppo serio, che ha già fatto troppi danni, su cui intendo misurare l’azione del mio ministero perché il punto non è la condanna ricevuta dalla Corte europea per non aver adempiuto a quella che ci era stata indicata come soluzione».

Qual è allora il punto?
«Non è abbracciandosi agli alberi che si risolvono i problemi. Bisogna riconoscere il ruolo della scienza. Bisogna applicare ciò che è utile per limitare il danno,utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione e facendo un piano d’azione per utilizzare le risorse per una politica di investimento per i tanti coltivatori ma anche per gli imprenditori e per i frantoiani che sono costretti a vendere i loro impianti ai concorrenti esteri perché non hanno olive da lavorare. L’agricoltura è identità territoriale, è bellezza, è cultura, non possiamo guardarla con gli occhi rivolti all’indietro».

Con chi ce l’ha Bellanova? Ma con Ciampolillo, che domande!

«Cosimo salì fino alla forcella d’un grosso ramo dove poteva stare comodo, e si sedette lì, a gambe penzoloni, a braccia incrociate con le mani sotto le ascelle, la testa insaccata nelle spalle, il tricorno calcato sulla fronte». Si conclude così il primo capitolo del Barone Rampante di Italo Calvino. E il senatore pentastellato Lello Alfonso Ciampolillo, novello Cosimo Piovasco di Rondò ha deciso di seguire le orme del celebre barone della letteratura italiana. Ciampolillo ha infatti deciso di eleggere a residenza parlamentare il terreno in contrada Termetrio a Cisternino (BR) che ospita l’ulivo malato di Xylella che avrebbe dovuto essere eradicato oggi.

In un post su Facebook di qualche giorno fa Ciampolillo scrive che quell’ulivo è «testimone, forse per alcuni scomodo, della non corrispondenza tra la presenza di Xylella e il disseccamento». Secondo il senatore del M5S non esiste alcun nesso causale tra il batterio della Xylella Phastidiosa e il Co.Di.Ro, il complesso del disseccamento rapido dell’olivo che anche grazie ad iniziative come la sua sta flagellando gli uliveti pugliesi. Le prove per il pentastellato stanno tutte nel fatto che ad un anno dalla scoperta della positività all’infezione l’ulivo è ancora vivo e vegeto. Poco importa che il rapporto tra Xylella e CoDiRo sia stato acclarato dall’EFSA che nel marzo 2016 ha pubblicato un report del CNR che conferma il rapporto causa-effetto tra Xylella e la malattia degli ulivi pugliesi. Ad agosto del 2016 gli esperti dell’EFSA conclusero che allo stato attuale non vi sono evidenze scientifiche che indichino la presenza di più tipi di X. fastidiosa in Puglia, vale a dire che c’è un solo ceppo (subsp. pauca ceppo ST53). Nel dicembre 2017 un altro studio del CNR ha confermato la correlazione causale tra Xylella e CoDiRO. Senza contare che pure per i consulenti della Procura di Lecce la malattia è causata dalla Xylella (solo che i magistrati ritengono sia stata importata dagli scienziati del CNR).

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