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Sorpresa: la “vittoria politica” dell’Italia sui migranti di Pozzallo non è servita a nulla

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Vi ricordate di quanto Giuseppe Conte usciva raggiante dai vertici europei dopo aver presentato la sua multilevel strategy on migration? Vi ricordate di quando il presidente del Consiglio annunciava che l’Europa si sarebbe fatta carico dei 450 migranti sbarcati a Pozzallo dalla Nave Monte Sperone della Guardia di Finanza e dalla nave militare britannica Protector. Era il 16 luglio e il ministro dell’Interno Matteo Salvini parlò di «vittoria politica» italiana mentre il premier dichiarava che «per la prima volta i migranti sbarcano in Europa».

Come sono andate a finire le vittorie di Salvini e Conte in Europa

Secondo Conte il risultato – il fatto che Malta, Francia, Germania, Portogallo e Spagna avessero accettato di farsi carico di 50 migranti ciascuno – era il frutto di un’importante giornata di lavoro e di intensi scambi telefonici e scritti che il governo italiano aveva avuto con tutti i leader dei paesi europei. Il fatto che solo cinque paesi su ventisette avessero deciso di rispondere alla chiamata dell’Italia la dice lunga sulla “vittoria” di Conte e Salvini. Ma era quel tanto che bastava per dare l’impressione agli elettori italiani che il governo del Cambiamento stesse davvero cambiando le cose, in Italia come in Europa. Poco importava che tutte le soluzioni proposte da Salvini fossero state bocciate o scartate.

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Inoltre la “vittoria” di Pozzallo è stata utilizzata per giustificare i vari tentativi di bloccare a tempo indeterminato lo sbarco dei migranti tratti in salvo dalle navi della Guardia Costiera italiana a cui in diverse occasioni è stato impedito di attraccare nei porti italiani e di sbarcare i migranti. L’unica strategia italiana per cambiare le cose in Europa era quella di “chiudere i porti” a tutte le navi che effettuavano operazioni di soccorso in mare. Prima a quelle delle Ong- che invece venivano direttamente dirottate su altri porti stranieri – poi a quelle della stessa Guardia Costiera italiana.

Cosa succede quando Salvini fa la voce grossa con l’Unione Europea

Oggi siamo di fronte ad una nuova crisi degli ostaggi. Un centinaio di persone è trattenuta illegalmente a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera. Salvini ha fatto le dichiarazioni di rito, dicendosi pronto a rispedire i migranti “al mittente”. Qualcosa però si è inceppato. Perché ieri Conte – dopo aver sottolineato il volto umanitario dell’Italia che salva 177 persone e le rinchiude su una nave prigione privandole di ogni diritto – ha reso noto che la gara di solidarietà di Pozzallo aveva avuto un seguito “modestissimo”. Perché solo la Francia aveva mantenuto gli impegni presi accogliendo 47 migranti.

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La grande vittoria politica italiana quindi è rimasta lettera morta. E del resto al di là di un generico impegno l’Italia non ha fatto nulla per cambiare le cose e soprattutto per porre in atto una revisione del regolamento di Dublino (alla quale il governo del cambiamento si è opposto). Salvini – che appena un mese fa gongolava per essere riuscito a costringere l’Europa a fare quello che voleva – oggi va all’attacco spiegando che i migranti della Diciotti non andranno da nessuna parte finché non avrà la certezza che l’Europa rispetterà gli impegni presi.

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Salvini dice che lui non molla e che aspetta spiegazioni dall’Europa. E aggiunge che «tutti cercano di guadagnare tempo. Imponendo all’Italia i costi per i trasferimenti (500 euro a persona)».  Il che è strano, perché grazie al fondo europeo Internal Security Fund il nostro Paese riceve dall’Unione Europea i 500 euro per coprire i costi di trasporto per la rilocazione di ciascun richiedente asilo. Certo, per poter accedere a quei fondi è necessario che prima i migranti possano diventare richiedenti asilo, vale a dire che deve acconsentire allo sbarco e alla presentazione delle domande di asilo.

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Né Salvini né Conte spiegano come mai i migranti non sono stati trasferiti nei paesi che avevano offerto la propria solidarietà all’Italia. Né si capisce come mai la questione venga sollevata solo ora. Non sarà mica che il governo del Cambiamento non è in grado di farsi rispettare in Europa? In tal caso perché Conte e Salvini non hanno denunciato prima l’orrendo sopruso che stiamo subendo da parte dei partner europei? Evidentemente c’è un certo imbarazzo nel farlo, quando il ministro dell’Interno sostiene e difende le posizioni dei paesi del gruppo di Visegrad che non hanno mai accolto un richiedente asilo sbarcato sul suolo italiano. Rimane in piedi un’altra ipotesi, i trasferimenti non sono ancora stati effettuati perché le pratiche per l’identificazione e la presa in carico delle richieste vanno a rilento.

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