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Michele Emiliano cambia verso: ora vuole un decreto d’urgenza per abbattere gli ulivi colpiti da Xylella

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Michele Emiliano ha chiesto oggi al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni di emanare un decreto legge che consenta alla Regione di rispettare le direttive europee e il decreto Martina, per accelerare le procedure di abbattimento degli alberi di olivo affetti da Co.Di.Ro. (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) causato dal batterio Xylella Fastidiosa. Oggi a margine di una conferenza stampa il Presidente della Regione Puglia ha chiesto un decreto d’urgenza per gli abbattimenti in modo da fermare la diffusione della Xylella e il disseccamento degli ulivi nel Salento.

Emiliano chiede abbattimenti d’urgenza per contenere la diffusione della Xylella

La preoccupazione di Emiliano è che i ritardi negli abbattimenti causati da “vari impicci di natura giuridica” possano, in vista della ormai imminente visita da parte della Unione europea, provocare la minaccia di sanzioni da parte della UE. Emiliano parla di “importanti risultati nella lotta alla Xylella” ma non dice però che il Commissario Ue Vytenis Andriukaitis qualche giorno fa ha dichiarato all’ANSA di essere molto preoccupato per la situazione italiana che “peggiora di anno in anno” proprio a causa dei ritardi negli abbattimenti (che dal 2016 sono in capo alla Regione e non ai Commissari governativi). Per questo la Commissione europea potrebbe presto proporre un “aggiornamento dell’area demarcata”, spostando verso nord la fascia di territorio dove vanno applicate le misure più drastiche per la la lotta al patogeno. Il Presidente teme che qualcuno possa dare la responsabilità alla Puglia della situazione attuale quando – a suo dire – le cose stanno diversamente perché la Puglia «si è mostrata molto più efficiente dello Stato nella gestione, del contrasto alla Xylella». Emiliano ha sottolineato che la Regione ha «fatto interventi e abbattuto molti più alberi di quanti ne siano mai stati abbattuti in precedenza da commissari governativi presso la presidenza del Consiglio dei ministri».

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Emiliano però dimentica di dire che se i commissari governativi non hanno abbattuto tanti alberi quanti ne ha fatti abbattere lui è anche perché nel 2015 i PM di Lecce sequestrarono  gli ulivi che avrebbero dovuto essere abbattuti secondo il piano stilato dal Commissario Silletti. All’epoca Emiliano accolse i sequestri come “una liberazione” spiegando che grazie all’inchiesta del Procuratore Cataldo Motta «Finalmente avremo a disposizione dati tecnici ed investigativi per discutere con l’Unione Europea della strategia finora attuata per contrastare la malattia fondata essenzialmente sull’eradicazione di massa di alberi malati e sani». Giova ricordare che l’inchiesta e i sequestri erano fondati su una su una fantasiosa teoria del complotto che ha portato a farci schernire dalla comunità scientifica mondiale. Nel 2015 Emiliano dava la colpa alla UE ora per paura delle “sanzioni” dà la colpa al Governo.

Quando Emiliano festeggiava lo stop alle eradicazioni degli ulivi infetti

Secondo Emiliano invece l’inchiesta non era poi così male, anzi aveva addirittura dichiarato che in caso di rinvio a giudizio la Regione Puglia si sarebbe costituita parte civile nel processo contro i ricercatori accusati di aver diffuso la Xylella: «La Regione Puglia è persona offesa dagli eventuali reati commessi e ai sensi dell’articolo 90 del Codice di procedura penale si riserva di indicare elementi di prova che possano contribuire all’accertamento della verità».

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La cartina del monitoraggio della Xylella in Puglia (da InfoXylella)

Emiliano arrivò a dire che con il sequestro degli ulivi da abbattere (procedimento poi ritirato) si poteva considerare chiusa la fase della cosiddetta emergenza. Secondo il Presidente della Regione Puglia infatti «la malattia è ormai insediata, e non può più essere totalmente debellata. Dobbiamo dunque riscrivere da zero le direttive da impartire agli agricoltori e a tutti gli altri soggetti interessati, che potranno consistere in tutti quegli atti e quelle azioni che non comportino l’eradicazione delle piante». Oggi Emiliano invece dà la colpa al governo e chiede di agire d’urgenza, ma è in Regione – non a Roma – che il voto sulla legge  è stato rinviato perché non si riusciva a trovare l’accordo nella maggioranza. Solo all’inizio di settembre 2017 la IV commissione consiliare del Consiglio Regionale della Puglia ha approvato il disegno di legge che adegua le disposizioni regionali per la gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa alle norme europee in materia. In particolare, al fine di eradicare il patogeno che affligge gli ulivi pugliesi è il piano di eradicamento prevede «la rimozione immediata della pianta infetta, di tutte le piante notoriamente infette e delle piante che presentano sintomi della possibile infezione o sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti, a prescindere dal loro stato di salute». In un’altra occasione Emiliano paragonò gli abbattimenti alla Shoah dicendo che «Tagliare adesso sarebbe come quando nei campi di concentramento della Shoah si uccidevano gli ultimi prigionieri mentre stavano arrivando gli Alleati»

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Quando Emiliano dava la colpa della Xylella all’Unione Europea [Fonte]
Michele Emiliano non è nuovo ad ambiguità sulla Xylella e sugli abbattimenti, anche oggi ricorda che la richiesta di un decreto d’urgenza «non significa che per noi l’abbattimento degli alberi è l’unica soluzione possibile, ce ne sono anche altre». Nel settembre dello scorso anno spiegava invece la ripresa degli abbattimenti come un “successo” della strategia della Regione Puglia nel contrasto alla Xylella e annunciava la scoperta di metodi “non complessi e non particolarmente costosi per abbattere la carica batterica della Xylella” che sarebbero stati in grado di evitare gli abbattimenti e mantenere la produttività. Oggi invece Emiliano chiede una mano al Governo per poter continuare ad abbattere gli ulivi e continua a proporsi come il salvatore degli ulivi ma la Regione blocca il Piano di Sviluppo Regionale che consentirebbe il reimpianto.

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