Fact checking

Tutti i false flag su Luca Traini e la strage di Macerata

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Vittorio Feltri questa mattina si affannava a spiegare in televisione che la strage di Macerata è avvenuta per colpa dell’immigrazione incontrollata e che era destino che prima o poi qualcuno agisse. Matteo Salvini invece continua a spiegarci che se non ci fosse un’invasione (che non c’è) Luca Traini non avrebbe preso la pistola e non avrebbe cercato di ammazzare nessuno (insomma è colpa delle vittime). Forza Nuova invece difende Traini spiegando che è un uomo esasperato, “una persona che è arrivata a certi limiti ed è esplosa”.

Il fantastico mondo di Alessandro Meluzzi e Alfio Krancic

Altri invece percorrono strade diverse per spiegarci che il gesto di Traini non è quello di un terrorista, di un razzista o di un fascista. Perché evidentemente non c’è nulla di male nell’essere un razzista o un fascista. Anzi, c’è addirittura chi ritiene che non abbia senso di parlare di razzismo in Italia perché “le razze non esistono” e quindi sia da razzisti parlare di razzismo. Il campionato mondiale di arrampicata sugli specchi lo vincono però quelli che, senza alcuno straccio di prova, hanno già scoperto che è tutta una montatura. Traini è quindi “un agente provocatore come se ne sono visti tanti in Italia”. A scriverlo senza arrossire il giorno stesso della strage è Alessandro Meluzzi, psichiatra, psicoterapeuta, criminologo e volto noto delle trasmissioni televisive.

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Insomma, è un false flag. A confermarlo è anche Rosario Marcianò nei commenti ad un suo articolo nel quale indaga (da Sanremo) sulle misteriose morte degli storni (a Roma). Rispondendo ad un utente che parlava della “sceneggiata di Macerata” riferendosi all’omicidio di Pamela Mastropietro come di “spezzatino della tossica” spiega che il gesto di Traini è stato pianificato dai “massoni del PD” che hanno drogato e pagato l’uomo per far passare in secondo piano l’omicidio di Pamela.

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Soprattutto su Twitter molti pensatori trovano “troppo casuale” la sequenza di eventi e il fatto che da una parte il colpevole sia un migrante mentre dall’altra ci sia un nazionalista italiano (fascista e razzista sono parole troppo “forti”).

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Il vignettista Alfio Krancic, indaga sul fatto che Traini fosse in possesso di un’arma da fuoco con porto d’armi per uso sportivo pur essendo considerato “un borderline”. La sua conclusione è che «soltanto “entità” al di sopra del poliziotto che accoglie la documentazione per la detenzione di un’arma in casa può dare il placet per il possesso di una pistola ad un borderline…Un’Entità che tutto può…». Di quale entità sta parlando Kranic? La Gilda del Commercio? Il Nuovo Ordine dell’Impero Galattico?

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Quando la pistola di Traini era ancora fumante Krancic aveva già scoperto tutto: il pistolero di estrema destra con sei colpi di pistola “cancella il sangue di Pamela e soccorre la sx”, come del resto da prassi consolidata dei Servizi che fin dagli anni ’70 arruolano psicolabili di estrema destra per utilizzarli in attentati.

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In poche parole Traini non è né fascista (nonostante il simbolo delle SS tatuato sul sopracciglio), né razzista (nonostante abbia sparato a dei neri) né davvero contro l’immigrazione. È il sistema ad averlo usato così per salvare la sinistra buonista.

Sono stati i buonisti per farci dimenticare il nome della ragazza..

Sono in molti a credere che la strage di cui è accusato Traini sia stata voluta dai buonisti di sinistra che avevano bisogno del MOSTRO per riequilibrare la “macellazione” della ragazza (di cui il nostro sembra non ricordare già più il nome).

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Ormai, signora mia, certi ambienti sono tutti infiltrati da polizia e servizi! Come potete escludere che qualcuno “abbia spronato Luca Traini ad agire in piena campagna elettorale”? Una logica ineccepibile. Le prove verranno fabbricate con calma, ma state certi che nessuno di costoro si farà avanti al processo per portare la propria fondamentale testimonianza.

Ma quale fascista, è un pazzoide reclutato dai Servizi Segreti!

È solo una coincidenza che Traini oltre che fascista fosse anche leghista. Anzi, fosse stato addirittura candidato con la Lega Nord alle elezioni comunali? Ovviamente no, fa parte del copione. Copione che i nostri esperti di false flag hanno già letto in passato. Altre prove non sono necessarie.

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L’unico elemento ricorrente è che Luca Traini incarna alla perfezione lo spauracchio dei buonisti: troppo perfetto, troppo cinematografico. Soprattutto per chi sa che in Italia non ci sono né fascisti né razzisti ma solo qualche picchiatello.

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C’è chi porta alle estreme conseguenze il ragionamento cospirazionista. Non sol Luca Traini è il protagonista di un false flag ma anche l’omicidio di Pamela Mastropietro è una messinscena.

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Entrambi i fatti, ci spiega un utente, “stanno servendo ai due estremi gruppi politici per fare ennesima propaganda e mantenere i goyim occupati”. Cosa credevate, che il complotto demoplutogiudaico massonico non saltasse fuori? Avete dimenticato che è Soros a tirare le fila dell’invasione organizzata?

L’attenta analisi dei pixel della strage (fa perdere il quadro generale)

Sarebbe però ingiusto dire che i teorici del complotto non hanno nessuna prova. Ecco qui l’eroico Miami Bice che sfida i Poteri Forti smascherando i pixel degli artefatti JPEG e facendo notare che “il verde della bandiera di Traini sborda anche sul lobo dell’orecchio”.

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Come da tradizione non poteva mancare l’analisi (via TCP/IP) degli elementi della scena del crimine.

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È successo a Parigi dopo l’attentato a Charlie Hebdo, e qualcuno ha scoperto la stessa identica cosa a Macerata. Scrive un utente che “la macchina nera di Luca Traini è diventata bianca”. Quale prova migliore che è stata sostituita con un’altra dove sono state convenientemente trovate le prove della colpevolezza dell’autore della strage? Come vedete è tutto connesso. Ora non resta solo che trovare la forza di andare all’ufficio di Polizia più vicino per portare le prove che dimostrano che c’è stato un complotto. Scommettiamo che nessuno di questi ispettori dell’Internet si esporrà in prima persona per difendere la verità?