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Sorpresa! Salvini è a favore della legge sullo Ius Soli

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«Per me italiani non sono coloro che hanno la pelle bianca per me sono anche italiani i tantissimi immigrati regolari e per bene che sono qua a pagare a portare rispetto e a portare un contributo alla nostra società». Così parlò Matteo Salvini dal palco della manifestazione “No Ius Soli” andata in scena ieri a Roma da piazza Santi Apostoli. Forse il Segretario della Lega Nord, che aspira a diventare il prossimo Presidente del Consiglio, non lo sa ma quella frase è di fatto un’apertura allo Ius Soli. Anzi, va ben oltre quanto previsto dalla legge arenatasi in Parlamento e che la Lega tanto contesta.

Per Matteo Salvini un immigrato regolare è italiano

Salvini forse lo ignora, o più semplicemente fa finta di non saperlo. La legge sullo Ius Soli non concede la cittadinanza italiana in maniera indiscriminata a tutti i figli di stranieri. La proposta di legge prevede chei figli – nati in Italia – di stranieri regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni possano chiedere ed ottenere la cittadinanza italiana. Da questo provvedimento sono quindi esclusi i figli dei migranti “appena sbarcati” nel nostro Paese e ovviamente tutti coloro i cui genitori sono immigrati irregolari. La legge attualmente in vigore (Legge numero 91 del 5 febbraio 1992) prevede invece che una persona nata in Italia possa ottenere la cittadinanza italiana solo al compimento del diciottesimo anno d’età.
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Con la legge sullo ius soli (che in realtà è uno ius soli temperato) non ci sarà alcun automatismo tra la nascita e la concessione della cittadinanza. La legge renderà più semplice e veloce l’acquisizione della cittadinanza per i minori al di sotto dei 12 anni che completano un intero ciclo scolastico nel nostro Paese. Oppure che nascono da genitori stranieri che risiedono in modo stabile e regolare in Italia da almeno 5 anni senza interruzioni antecedenti alla nascita. È abbastanza chiaro che questi eventuali nuovi cittadini italiani (si tratta di circa 800mila persone) non hanno nulla a che fare con i fantasiosi piani d’invasione e di sostituzione etnica paventati da Salvini.

Il senso di Matteo Salvini per lo ius soli

Anche perché Salvini è ben oltre la legge sullo Ius Soli. Per Salvini sono italiani tutti gli immigrati regolari che lavorano e pagano le tasse in Italia contribuendo al benessere del nostro Paese. Bene. Ma la legge sullo ius soli non si azzarda nemmeno a fare questa ipotesi. La proposta di legge si limita ad agevolare la concessione della cittadinanza per i minorenni. Che la otterrebbero in ogni caso la cittadinanza italiana al compimento della maggiore età. Gli adulti, ovvero quelli che lavorano e pagano le tasse (anche se non hanno la pelle bianca) non c’entrano nulla. Per gli adulti la procedura per la concessione della cittadinanza rimane invariata (il richiedente deve risiedere in Italia da almeno 10 anni).

Salvini invece dal palco di Roma ha pensato bene di estenderla a tutti gli immigrati regolari che lavorano in Italia. Ad esempio: chi è arrivato regolarmente da un anno e lavora e paga le tasse nel nostro Paese per Salvini è italiano.
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Salvini se la prende con Soros, con il Piano Kalergi, con il governo e con l’Unione Europea. Ci dice sempre prima gli italiani e indice una manifestazione contro una proposta di legge della quale distorce il contenuto e il significato. Ma allo stesso tempo scopriamo che per Salvini “gli italiani” sono tutti quelli che lavorano e pagano le tasse in Italia, anche gli immigrati regolari. Ecco a voi lo Ius Salvini.
EDIT: Matteo Salvini, segretario della Lega, torna a parlare di ius soli ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ e, in merito al titolo del Corriere della Sera di oggi , il leader del Carroccio risponde: “È un titolo demenziale. Non ho mai distinto, né mai distinguerò gli italiani in base al colore della pelle, alla razza. Il problema non è l’immigrazione. Il problema dell’Italia sono le centinaia di migliaia di clandestini che non scappano dalla guerra ma la guerra ce la stanno portando a Milano, a Roma, Bologna, a Torino”. Salvini ha ribadito quanto detto a Roma: «La cittadinanza è qualcosa di così importante che va meritata, va considerata la scelta quando hai 18 anni, quando sei maturo; come la patente, come il diritto di voto».