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Europarole: il sito del ministero che difende l’italico idioma dalle ingerenze straniere

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Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona, che doveva sovraintendere a un grande lavoro di riforma dell’Unione Europea in nome della Politeia, se n’è gghiuto alla Consob e soli ci ha lasciato. Certo, in eredità al ministero ha lasciato 100 copie del suo libro, ma è un po’ pochino per i noeuro delusi. Anche perché pure il suo sottosegretario Luciano Barra Caracciolo, il sottosegretario che voleva uscire dall’euro, ha scoperto di non essere più sottosegretario poco prima di un’audizione in Parlamento.

Europarole: il sito del ministero che difende l’italico idioma dalle ingerenze straniere

Sarà quindi difficile scoprire chi dobbiamo ringraziare per Europarole, la sezione del sito del dipartimento degli Affari Europei in cui viene difeso l’italico idioma dalle ingerenze straniere. Segnalato da Filippo Sensi su Twitter, il sito nei mesi scorsi ha selezionato vari termini nell’odiosa lingua, agevolando la traduzione in italiano. In tutto sono 18, un po’ pochino rispetto all’invasione di parole straniere che macchia la beltà della Lingua di Dante. Come ad esempio la parola “Steward”, che in Europarole può essere meglio resa in “assistente da stadio”, e questo non possiamo certo dimenticarlo quando parliamo di Di Maio.

Oppure c’è la parola Governance, che viene tradotto in “Esercizio del potere di indirizzo e coordinamento caratterizzato, nel contesto delle imprese e degli Stati, da procedure e logiche di regolazione di una pluralità di attori”. E poi si aggiunge, con una certa nonchalance (ops!), che “Il termine “governanza” non si è affermato nella lingua italiana, che continua a preferire l’inglese governance”. Ma non bisogna mai darsi per vinti.

europarole governance

Infine, il ministero che fu di Savona e Caracciolo ci fa anche sapere che “Quantitative Easing” si rende benissimo in “Allentamento quantitativo”.

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