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Il ministero degli Affari Europei compra il libro di Paolo Savona

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Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona è arrivato nel governo Lega-M5S promettendo tempesta e furore in nome dell’Europa da cambiare e dell’euro da riformare sennò vado ar Colosseo e me butto de sotto. Dopo le ben note frizioni con Mattarella, Savona è approdato al ministero con grandi premesse e promesse che però sono clamorosamente sfumate quando ha accettato la presidenza di Consob al posto di Marcello Minenna, designato ma bocciato dal Quirinale.

Il ministero degli Affari Europei compra il libro di Paolo Savona

Lì i noeuro sostenitori del governo Lega-M5S si sono sentiti leggermente presi in giro, forse come nella storia del conto corrente in Svizzera del ministro che aveva un sacco di Piani B per l’euro. E quindi non stupisce che oggi Marco Palombi sul Fatto ci racconti del bando sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri per l’acquisto del prestigioso tomo Politeia, editori Rubettino, un affidamento diretto per la somma di euro 3400 con data pubblicazione 22 febbraio ma partito il 14 gennaio, quando Savona era ancora ministro.

Un bando sul sito del dipartimento per le politiche europee per l’acquisto del libro “Paolo Savona – Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa – Rubettino Editore” ovvero il libro del ministro potrebbe parere un tantinello inelegante, ecco. Di più: dopo aver disegnato un piano per la riforma dell’Unione Europea e averlo pubblicato sul sito del ministero, l’acquisto del libro parrebbe ancora più esagerato.

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Ma invece pare una giusta nemesi per tutti coloro che in questi mesi di governo hanno raccontato che c’era il piano segreto per rompere con la UE e che l’abilità diplomatica di Savona lo avrebbe portato a casa e di punto in bianco si sono ritrovati ad ammirare il loro idolo in fuga verso la Borsa. E oggi si vendicano mostrando l’enorme spreco di 3400 euro per il libro di Savona. Se invece di occuparci di questi “sprechi” mettessimo una tassa sulla credulità elettorale o politica potremmo risanare il nostro debito pubblico in un paio d’anni. E poi hai voglia a uscire dall’euro…

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