Opinioni

Elisabetta Trenta, archiviata l’inchiesta della procura militare

Nessun reato militare nell’assegnazione della casa dell’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Lo ha deciso, dopo gli accertamenti, il procuratore militare Antonio Sabino, che a novembre aveva aperto un fascicolo per verificare eventuali irregolarità. L’appartamento, a due passi dalla Basilica di San Giovanni, era stato assegnato alla Trenta durante il suo incarico ed era poi passato al marito, Claudio Passarelli, promosso maggiore dell’Esercito quando il primo governo Conte era caduto.

elisabetta trenta

Nei giorni scorsi la Trenta aveva annunciato di aver completato il famoso trasloco dopo che il marito aveva annunciato la rinuncia all’abitazione, per la quale i coniugi pagavano 141 euro di affitto. L’ex ministra era rimasta nella casa anche dopo la scadenza dei tre mesi prima dell’addio.

EDIT 20 GENNAIO 2020: L’ex ministra Trenta ci chiede di pubblicare questo testo:

Gentilissimi, 
in relazione all’articolo dal titolo “Elisabetta Trenta, archiviata l’inchiesta della procura militare”, pubblicato l’ 11 gen 2020 si fa presente che il marito dell’ex Ministro Trenta, diversamente da quanto scritto nell’articolo, era già Maggiore all’epoca della caduta del primo governo Conte e che al Maggiore Passarelli, titolare di incarico di fascia uno, era stato concesso l’alloggio, precedentemente assegnato al Ministro, in data 2 ottobre 2019, pertanto  risulta fuorviante la frase “L’ex ministra era rimasta nella casa anche dopo la scadenza dei tre mesi prima dell’addio” che sembra voler sottolineare che l’ex ministro abbia compiuto un abuso.  
In generale, si evidenzia che la chiusura da parte della Magistratura Militare del fascicolo modello 45, aperto senza indagati né ipotesi di reato, conferma la correttezza della concessione dell’alloggio precedentemente concesso all’ex ministro della Difesa, al marito. Peraltro già l’attuale Ministro della Difesa Lorenzo Guerini aveva dichiarato, nella risposta all’interrogazione Gasparri Moles, che il Maggiore Claudio Passarelli, ha pieno diritto all’assegnazione dell’alloggio in virtù degli incarichi ricoperti, proseguendo che questo può essere “concesso ai titolari degli incarichi, compresi nella prima fascia, di particolare rilevanza quando gli alloggi siano ubicati all’interno o nelle immediate vicinanze di installazioni e comprensori militari”. Ciò, anche se gli intestatari posseggono un’abitazione di proprietà nella circoscrizione dove prestano servizio (DPR 90 del 2010, articolo 318 comma 1). Il maggiore, peraltro, per tutelare la tranquillità della famiglia, aveva comunque di rinunciare al suo diritto. La normativa e la risposta all’interrogazione sono a disposizione dei giornalisti ma pochi hanno avuto l’onestà professionale di consultarla. 

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