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Di Maio triste, solitario y final

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Quando è asceso al potere assoluto nel MoVimento 5 Stelle con le Gigginarie, una votazione farsa su Rousseau in cui era l’unico big candidato e che gli ha consentito, in un colpo solo, di autoassegnarsi insieme a Davide Casaleggio tutto il potere del M5S abbandonato da Beppe Grillo per paura delle cause di risarcimento, sembrava che il suo potere dovesse essere eterno: Capo Politico e Tesoriere, una casa vista Colosseo, poi vice di Conte e bisministro.

Di Maio triste, solitario y final

Oggi Luigi Di Maio conta i giorni che gli mancano a dover schiodare dalle cariche di governo e intanto pensa a come salvarsi dalla regola dei due mandati che in teoria lo escluderebbe dalla candidatura alle prossime elezioni. Ma soprattutto riflette sulla sua condizione di grande sconfitto della politica italiana, forse sapendo, o forse no, che gli italiani sono di solito spietati con chi ha perso. E nei suoi confronti non ci sarà alcuna eccezione.

Anche se dovesse riuscire alla fine a scroccare un ultimo giro in Parlamento grazie a qualche regola astrusa da inventare lì per lì sulla falsariga del Mandato Zero, lo Zenit della sua carriera politica è infatti arrivato e sta passando, mentre si avvicina il Nadir. E il bello è che Giggetto è riuscito a fare tutto con le sue manine e non può incolpare altri che sé stesso.

m5s regola due mandati

All’inizio di questa legislatura aveva ben presente i rischi (per il M5S) di svuotamento del palco in caso di alleanza con la Lega, e ciò nonostante è andato dritto contro il treno che lo ha travolto. Ha assistito passivamente all’accrescimento della popolarità di Salvini e poi quando ha cominciato a trarre una punta d’invidia dai risultati è andato dal suo Ufficio Comunicazione e ha chiesto cosa potesse fare per reagire. “Imitalo”, gli hanno detto quelli che evidentemente di politica ne capiscono meno di lui. E il disastro è stato completato.

Perché così Di Maio ha scatenato il M5S in un inseguimento del Carroccio che ha distrutto la sua natura di MoVimento free rider, che cavalca ogni onda ma anche il suo contrario, dai no-vax ai seguaci di Nyarlathotep , pur di raccattare qualche voto. Ha deciso di interpretare la faccia rassicurante del MoVimento 5 Stelle consigliato da qualche geniale comunicatore pagato più di centomila euro l’anno per non capirci nulla di politica e aiutato dagli ascari travestiti da attivisti che dicono sì sì e no no a comando, come tutti quelli che hanno il cervello bruciato.

Un sorriso… e ho visto la mia fine sul tuo viso

Poi alle elezioni europee ha cambiato strategia. Ha riunito attorno a sé un discreto numero di analisti politici di prima qualità che gli hanno consigliato un’altra clamorosa tattica “di sinistra” per gestire le urne. Ha preso la più grossa scoppola che un politico ricordi. Il dubbio che far elaborare una strategia “di sinistra” a opportunisti pagati per mentire fosse rischioso non lo ha sfiorato nemmeno per un attimo. Con tutti i miserabili trucchetti di cui è stato capace in questi anni, non si dubita che potrebbe ancora perpetuare per un po’ la sua figura all’interno di un MoVimento che non si rende nemmeno conto dell’incapacità della sua classe politica, e comunque come unica soluzione che ha per sostituirlo è uno che sta sensibilmente peggio di lui.

di maio jeeg robot

A quel punto ha scommesso sulla sete di potere della Lega e sul fatto che il MoVimento Utile Idiota avrebbe portato il Carroccio a sopportarlo per altro tempo, forse per anni. Ha perso perché Salvini ha colto l’attimo per andare alle elezioni. E oggi è al bivio tra il ritiro volontario dalla carriera politica o la possibilità che siano gli elettori a decretarne la fine. Mentre quello che doveva battere lo prende anche per il culo:  «I Cinque Stelle vorrebbero prima votare il taglio dei parlamentari Puntano solo ad allungare il sugo ma nelle urne vedrete, glieli taglio io i parlamentari». Triste, solitario y final.

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