Politica

Di Battista, Di Maio e i ministri scelti al bar

Il Corriere racconta di un colloquio tra i due sul nome di Spadafora, poi caduto ieri. In ballo c’era anche Massolo, nel frattempo sostituito

alessandro di battista pausa non ricandida giugno 2017 - 2

Mentre nel parlamento e nel paese si scatena una guerra sul nome di Paolo Savona, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio parlano di ministri e di veti al bar. Uno dei nomi sul tavolo, racconta il Corriere della Sera, è il nome di Vincenzo Spadafora, che ieri ha fatto sapere che non sarà nella squadra di governo dopo l’articolo del Fatto sulle sue intercettazioni con Balducci:

La sua poltrona comincia a traballare nella sera di giovedì. Al Treebar, un locale al Flaminio, zona nord di Roma, si incontrano Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. Interrompendo per qualche ora gli infiniti preparativi sui bagagli per la partenza direzione San Francisco, prevista per il 29 maggio, Di Battista si confronta con il leader politico dei 5 Stelle.

Oggetto della discussione è la composizione della squadra di governo. Diversamente da quel che si può pensare, Di Battista non ha dismesso i panni del pasionario dei 5 Stelle. E avverte Di Maio dei rischi che si correrebbero nel promuovere Spadafora a ministro. Opinione che sarebbe condivisa da molti nel Movimento, Beppe Grillo compreso. Di Maio difende quello che da tempo è diventato il suo braccio destro. E la cosa sembra finire lì.

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Ma poi, aggiunge il quotidiano, scoppia la grana dell’articolo del Fatto e nelle chat dei parlamentari parte il dibattito su Spadafora. Intanto balla anche un altro nome, quello di Gianfranco Massolo, già osteggiato da Elio Lannutti con accuse complottistiche:

Contro di lui si è mosso, a pochi giorni dalla sua partenza per l’America, quell’Alessandro Di Battista che al ruolo di ministro ha rinunciato ancor prima del voto, non candidandosi e paventando un addio lungo un anno. «A che titolo interviene?», cominciano a chiedersi alcuni eletti, lamentando il troppo ascolto che “Dibba” trova ancora in Luigi Di Maio.

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Massolo è troppo establishment secondo l’ala più radicale del Movimento. Ed è un agnello da sacrificare sull’altare della sfida da portare avanti contro il presidente della Repubblica Mattarella. Marciando uniti insieme a Salvini. Così, nell’ultimo colloquio con il capo dello Stato, Conte avrebbe riempito la casella Esteri con un nome nuovo, anticipato da Repubblica: quello di Luca Giansanti.

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