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Conte, Fontana e l’orrendo spettacolo della politica italiana che litiga sul coronavirus

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Come se non bastassero il coronavirus, le persone ricoverate in ospedale, i battibecchi tra medici e scienziati, i titoli allarmistici di certi giornali, il resto degli italiani che si fa prendere dal panico e fa incetta di mascherine e beni di prima necessità, il solito politico che fa sciacallaggio sull’emergenza ecco che ci tocca anche assistere al non troppo onorevole spettacolo dei nostri governanti che litigano tra di loro sulla gestione dell’emergenza.

Lo scontro tra Giuseppe Conte e Attilio Fontana sulla gestione dell’emergenza del coronavirus

Ieri le agenzie di stampa e Dagospia hanno raccontato di una crisi nella crisi andata in scena durante la riunione – in videoconferenza – tra Governo, Presidenti di regione, task force del Ministero della Salute e altri rappresentanti degli enti locali. Scopo della riunione: coordinare le azioni per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Si doveva discutere di come gestire i vari aspetti derivanti dal continuo aumento dei casi di persone infette da Covid-19 (alle ore 18 di ieri il bollettino della Protezione Civile parlava di 322 persone colpite da Covid-19 di cui 10 deceduti un paziente dimesso perché guarito).

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Ad un certo punto il premier Giuseppe Conte e il Presidente della Lombardia Fontana (una delle regioni più colpite, con 240 casi di infezione da Covid-19 confermati) sono arrivati allo scontro diretto. Con il secondo che – riportano le fonti – avrebbe detto al Presidente del Consiglio «te ne vai dalla D’Urso mentre l’Italia sta in emergenza e hai pure il coraggio di attaccare medici e infermieri» prima di chiudere il collegamento con l’unità di crisi.

Conte accusa Fontana e il Presidente della Lombardia chiama il Colle

Qualcosa di più su quello che è successo ieri mattina lo racconta oggi la Stampa. La situazione è diventata esplosiva quando il Presidente del Consiglio aveva ventilato la minaccia di avocare a sé i poteri delle regioni in materia di Sanità qualora non si fossero attenute al piano di coordinamento nazionale approntato dal Governo. Ma i rapporti tra il presidente della Lombardia e Conte erano già tesi da quando il premier la sera prima aveva mosso precise accuse alla Lombardia puntando il dito contro quanto successo all’ospedale di Codogno che secondo Conte non avrebbe rispettato i protocolli.

Accuse che erano già state rintuzzate dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera che ieri mattina ad Agorà su Rai Tre ha definito quella del premier una «dichiarazione inaccettabile da persona ignorante, Conte ignora i protocolli dell’Istituto Superiore di Sanità»Si arriva così alla videoconferenza dove, secondo la Stampa e il Corriere della Sera, mentre i presidenti del Nord chiedevano di bloccare le esportazioni di mascherine per il timore che non ce ne siano a sufficienza un tecnico del Ministero della Salute fraintende quanto si sta dicendo e commenta sulla scarsa efficacia delle mascherine per fermare il coronavirus. Ma Fontana le stava chiedendo per gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto coi malati.

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Poi è il turno di Michele Emiliano, presidente della Puglia. Le regioni del Sud sono preoccupate dal possibile ritorno a casa degli studenti fuori sede che vivono in Lombardia e in Veneto e dalle eventuali conseguenze per la diffusione del coronavirus al di fuori delle zone considerate “rosse”. Anche Emiliano non si sarebbe tornato sulle accuse alla Lombardia non aver seguito i protocolli e a quel punto Fontana non avrebbe più retto: «come vi permettete di attaccare medici e infermieri», riporta la Stampa in un virgolettato. In un video pubblicato successivamente su Twitter Fontana dice di aver reagito perché non crede che medici e infermieri lombardi meritino di essere messi all’indice.

Tornando alla videoconferenza dopo l’ennesimo attacco il momento della famosa frase sulle ospitate dalla D’Urso, che secondo alcune fonti si sarebbe conclusa con un “ciarlatano” o “cialtrone” detto all’indirizzo del premier prima dell’interruzione del collegamento. Una versione però smentita da fonti di Palazzo Chigi. A quel punto la situazione si fa ancora più ingarbugliata, con Conte che fa uscire i tecnici dalla sala, il ministro della Difesa, il lombardo Lorenzo Guerini (ex sindaco di Lodi) che convince Fontana a tornare. Ma la cosa non sarebbe finita qui perché Fontana avrebbe coinvolto anche il Quirinale telefonando al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiamato in causa per ribadire l’ovvio, vale a dire che in questo frangente occorre evitare divisioni e polemiche e lavorare tutti assieme ad una soluzione del problema. C’era davvero bisogno del Capo dello Stato per saperlo?

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