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Il senso di Claudio Borghi per il body-shaming

claudio borghi bodyshaming

Tutto si può dire di Claudio Borghi, professore universitario e Presidente della Comissione Bilancio della Camera, tranne che non faccia di tutto per rendere meno noiose le nostre giornate. C’è il giorno che se ne esce con la storia del DEF che non è mica Nostradamus, quello che si arrampica sugli specchi per spiegare ai patridioti perché non siamo ancora usciti dall’euro. E ci sono giorni come quello in cui decide di comportarsi come un utente di Sesso, Droga e Pastorizia.

Il bomberismo di Claudio Borghi

Bomber Borghi lo fa con un tweet dove posta la fotografia di una ragazza di spalle e un commento sarcastico «Outfit discreto… un po’ stile Suor Cristina diciamo..». Doveva essere un cinguettio “leggero” di quelli per rinfrancar lo spirito tra un tweet sulle elezioni europee e uno sulle tante cose buone fatte da questo governo ma è finita per essere una caduta di stile. Non solo perché si scopre che Borghi è uno che fa le foto di nascosto in treno alle persone che ritiene “strambe”. Non solo perché invece che mandarla sul gruppo WhatsApp degli amici ha sentito il bisogno di condividerla sul suo profilo da quasi 60mila follower.

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Fortunatamente la foto è di spalle, ma c’è da chiedersi se Borghi avrebbe fatto lo stesso commentino sull’outfit discreto anche se ad indossare il completo fosse stata una di quelle supermodelle che si vedono nei cataloghi o sulle passerelle. Perché è difficile non cogliere come alla base del post e della battutina ci sia proprio il fatto che la ragazza ritratta nella foto possa essere usata come pretesto per farsi una risata proprio perché non è “perfetta”.

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Qualcuno lo fa notare a Borghi, spiegandogli che così facendo l’ha esposta al pubblico ludibrio proprio perché non rientra nei canoni. L’onorevole leghista risponde che «è una che gira per strada vestita così e quindi è così che gradisce essere guardata». Insomma se l’è cercata. Poco importa che un conto è essere guardata per strada da qualche decina (o mal che vada centinaio) di persone, un conto è essere immortalata e pubblicata sul social molto seguito di un deputato della Repubblica Italiana.

La gogna mediatica scatenata da Borghi

Come un cyberbullo qualsiasi Borghi non sembra rendersi di quello che ha fatto. Fatevela una risata rosiconi, e smettetela di prenderlo sempre sul serio scrive in un commento screenshottato da Riccardo Puglisi. Ma c’è modo e modo di scherzare, come c’è modo e modo di fare post divertenti. Quello sull’outfit di Borghi non lo è. E non lo è perché si tratta di un caso da manuale di body shaming che è una forma di bullismo.

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via Twitter.com

Immaginate ora di essere quella ragazza e di trovarvi a leggere una pletora di commenti come quelli che sono comparsi sotto al tweet di Borghi. Quello che paragona la ragazza ad un sacco dell’umido, quello che commenta dicendo che ha proprio il fisico, quello che dice “mi sento tanto, tanto figa”. Tutti commenti non sull’abbigliamento ma soprattutto sul fisico.

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Possibile che Borghi (o chi per lui) non si sia fermato un istante a riflettere su cosa sarebbe successo dando quella foto in pasto a Twitter. Certo, Borghi non può essere ritenuto responsabile se qualcuno poi commenta in maniera cattiva, ma abbiamo numerosi esempi di politici che scrivono “bacioni alle rosicone di sinistra” e che poi nei commenti si trovano utenti che danno delle puttane e delle troie a ragazze incolpevoli.

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E gli elettori saranno contenti di sapere che Lega e MoVimento 5 Stelle stanno pensando ad una legge che inasprisca le pene nei confronti dei cyber-bulli. Addirittura la leghista Tateo che ha depositato una proposta di legge alla Camera in cui si punta a rendere il web non più «una zona franca», con l’aggiunta di sette articoli al codice penale. Nel frattempo rimane un far-west, e i deputati non danno il buon esempio. Ma fintanto che c’è una ministra che dice che le donne che denunciano uno stupro sono delle isteriche che colpa possiamo farne a Borghi?

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