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Giulia Bongiorno spiega che sull’«isterica» ha ragione lei

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Giulia Bongiorno insiste. Dopo aver cancellato il tweet che conteneva la parola “isterica”, la ministra della Pubblica Amministrazione rilascia un’intervista al Corriere della Sera in cui sostiene di aver usato quella parola per un senso preciso, anche se non fa parte del suo vocabolario:

Iniziamo dal tweet con l’«isterica».
«Quell’”isterica”non è mio. Moltissimi detrattori della norma Codice Rosso che ho incontrato sulla mia strada, nell’insistere sulla tesi secondo cui molte delle donne che denunciano una violenza inrealtà non l’hanno subita, citano sempre quella parola. “E se è un’isterica?”, “Perdiamo tempo a causa di un’isterica?”, cose cosi. Per me, tutte le donne che denunciano una violenza vanno sentite entro tre giorni, poi si vede se chi denuncia dice la verità o calunnia».

Una donna che calunnia, secondo lei, è «un’isterica»?
«No, è una calunniatrice. Isterica fa parte del mio vocabolario solo come citazione altrui».

Lo riuserebbe per spiegare la legge?
«Certo che sì. Ma lo metterò tra virgolette spiegando che Codice Rosso serve per appurare in tempi rapidi se una donna che denuncia una violenza è in pericolo di vita oppure, come dicono i detrattori della norma, “un’isterica”. Vede, molto spesso questo tempo non c’è. Tantissimi anni fa, difendevo un industriale che aveva appena spiegato ai pm una serie di delicatissime operazioni finanziarie difficili da spiegare. Visto che il caso era sotto gli occhi della stampa mondiale…».

Sembra il racconto del crac Cragnotti.
«…lasciamo perdere, non c’entrano i nomi ma l’esempio. Esco dall’interrogatorio con un discorso preparato e dettagliato da dire alla stampa. Un giornalista del tg mi dice “ha cinque secondi, prego”. Risposi: “Abbiamo chiarito tutto”. Era vero. Ma io non avevo avuto il tempo di chiarire nulla».

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