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Il M5S rivendica l’audio di Casalino

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Il MoVimento 5 Stelle rivendica l’audio di Rocco Casalino oggi pubblicato da Repubblica dopo le anticipazioni del Giornale e del Foglio. Con un post sul Blog delle Stelle è anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti dei giornalisti Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis dell’Huffington Post, forse perché ritenuti responsabili del leak.

Il M5S rivendica l’audio di Casalino

Il messaggio di rivendicazione del M5S ribadisce quanto detto da Casalino nella conversazione che è circolata nelle redazioni dei quotidiani e poi è finita sulle prime pagine: “Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del MoVimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse. Siamo assolutamente convinti (ed è sotto gli occhi di tutti) che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio. La spalla di questi uomini del sistema sono i giornali del sistema. Difendono tutti gli stessi interessi: i loro. Il MoVimento 5 Stelle difende quelli dei cittadini.

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Curioso il riferimento ai giornalisti De Angelis e Salvatori, forse un’allusione al fatto che il leak provenga da loro. Sta di fatto che Repubblica due giorni fa in un articolo a firma di Tommaso Ciriaco ha più o meno riportato quanto Casalino dice nell’audio che oggi il M5S rivendica con orgoglio.

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Cosa hanno fatto di male i tecnici del ministero per meritarsi il M5S?

Ma perché il MoVimento 5 Stelle ce l’ha tanto con “i tecnici del ministero” e prefigura una teoria del complotto a cui sarebbero associati i giornali, Berlusconi e il PD volta al boicottaggio delle loro leggi? Il motivo di scontro più recente risale al Decreto Dignità. All’epoca la Ragioneria Generale dello Stato chiese all’INPS di elaborare dei calcoli che raffigurassero l’impatto sul mercato del lavoro delle nuove norme. La richiesta si rese necessaria perché i tecnici della presidenza del consiglio dei ministri avevano criticato il documento elaborato dal ministero del Lavoro elencandone le lacune: prima si faceva notare che mancavano dati e numeri: “Dalla lettura della Relazione, in particolare, non si deduce alcuna informazione in ordine alla “consistenza numerica” (articolo 10, comma 1 del dPCM 15 settembre 2017, n. 169) dei potenziali destinatari dell’intervento (ad es. numero di contratti a termine, numero di contratti di somministrazione a termine, numero di imprese che hanno usufruito di aiuti di Stato, ecc.)”.

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I tecnici aggiungevano che anche che per il contrasto al precariato gli indicatori erano insufficienti visto che mancavano dati come il “numero di contratti a tempo determinato di durata superiore ad un anno; variazione del contenzioso in merito alle motivazioni dei rinnovi; numero licenziamenti senza giustificato motivo; ecc. Tali indicatori specifici andrebbero integrati anche con altri indicatori più generali relativi all’andamento del mercato del lavoro quali quelli relativi a occupazione, inoccupazione, ecc”. Questi erano i tecnici della presidenza del Consiglio, non quelli del MEF contro cui si è scagliato Casalino nell’audio. L’INPS inviò le previsioni nella famosa tabella degli ottomila posti in meno – che poi fruttò per qualche giorno la ridicola caccia a Tito Boeri scatenata da Di Maio e aizzata da Salvini – che il viceministro grillino disse di non aver ricevuto, salvo poi dover ammettere di non averla semplicemente letta. Questa semplice successione di eventi causata dalla necessità di elaborare coperture più precise rispetto a quella fornita da Di Maio ha scatenato oggi la caccia al tecnico del M5S. “Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno cui dare la colpa”, dice la Legge di Jones.

EDIT: Casalino dice la sua sostenendo esplicitamente che l’audio è quello di una conversazione con Salvatori e De Angelis: “Sta circolando un messaggio-audio che riproduce la mia voce. Una mia conversazione assolutamente privata avuta con due giornalisti. La pubblicazione viola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, se fosse accertato che sia stata volontariamente diffusa ad opera dei destinatari del messaggio, viola le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni”. “Il delicato incarico che ricopro mi impone di chiarire che i contenuti della conversazione”, il cui audio è stato diffuso dai media, “sono da considerare alla stregua di una libera esternazione espressa in termini certamente coloriti, ma che pure si spiegano in ragione della natura riservata della conversazione, che non c’era nessun proposito da perseguire in concreto ma più una sensibilità presente all’interno dei 5Stelle e che era mia premura rappresentare”.

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