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ATAC, gli autobus nuovi sono già guasti ma per il M5S non è successo niente

atac autobus nuovi guasti

Gli 80 nuovi autobus che il Comune di Roma ha acquistato e poi messo a disposizione di ATAC sono già un caso (soprattutto umano): dei primi venti messi su strada, già quattro hanno avuto problemi e guasti. Ma nel MoVimento 5 Stelle c’è chi si esercita nell’arte della negazione dell’evidenza.

ATAC, gli autobus nuovi sono già guasti ma per il M5S non è successo niente

Tutti i mezzi acquistati, racconta oggi Il Messaggero, sono coperti da garanzia di cinque anni, che viene assicurata da ditte esterne selezionate dal fornitore. Ma la manutenzione ordinaria deve essere svolta nelle rimesse dell’Atac. Quindi, in caso di malfunzionamenti, l’azienda capitolina deve decidere se ripararli autonomamente o attivare il contratto di garanzia, chiamando in causa le ditte incaricate ma allungando, al contempo, il periodo di indisponibilità dell’autobus guasto:

Venerdì si è optato per la prima strada, di fronte agli schermi che presentavano punti esclamativi racchiusi in un triangoli, con scritte tipo«Avaria motore» o «avaria centralina carrozzeria». In questo caso è bastato resettare il sistema, senza che vi sia stata la necessità di interventi più complessi.

In altre circostante, come una porta difettosa e una plafoniera  staccata, la riparazione è stata abbastanza agevole. Se si dovessero ripetere casi del genere sulle stesse vetture, però, diventerebbe indispensabile chiamare in causa il fornitore dei mezzi, chiedendo verifiche più accurate in regime di garanzia.

autobus nuovi guasti 1

ATAC ha 500 mezzi in meno a causa di guasti, flambus e così via. I 227 che arriveranno costituiscono quindi soltanto una boccata d’ossigeno per il sistema del trasporto pubblico romano che vede la municipalizzata romana violare sistematicamente il contratto di servizio con il Comune senza che la maggioranza formata da consiglieri M5S lo faccia notare.

Il consigliere M5S, ATAC e la realtà

In compenso c’è chi, come il consigliere ed ex vicepresidente dell’Assemblea Capitolina Enrico Stefàno, su Facebook si esercita nell’antica arte della negazione della realtà. Stefàno, che non ha avuto il coraggio di spiegare ai suoi fans perché si è dimesso da vicepresidente dell’Assemblea Capitolina, ma ha criticato l’amministrazione Raggi in un’intervista all’odiatissimo (dai grillini) Messaggero, ieri è tornato a recitare la formula magica “abbiamo messo in strada 280 autobus nuovi”. Tra questi, lo sanno anche i sassi, ci sono i 150 acquistati dalla Giunta Marino di cui il M5S si appropria con la scusa che sono arrivati quando erano loro al governo: per questo dice che li ha messi in strada. Perché non può dire che li ha comprati.

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Eppure questa tecnica, che prevede la cancellazione dei meriti dei predecessori, è utilizzata specificatamente da tutto il M5S, che comunque non è mai esente da “piccole inesattezze” quando parla della sua attività. La cosa divertente è che Stefàno si lamenta di non aver letto “titoloni” sui giornali, quando i giornali erano purtroppo troppo impegnati a raccontare la verità dietro le bugie dell’amministrazione per farli.

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D’altro canto Stefàno era quello che esultava perché gli autobus acquistati erano prodotti italiani, quando in realtà sono stati prodotti in Turchia. Lui è proprio fatto così.

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