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Vaccini, le reazioni avverse dei free-vax all’autocertificazione per entrare a scuola

Oggi sapremo in che modo il Ministero della Salute consentirà ai figli dei novax di andare a scuola a settembre. Come è noto il 10 luglio scade il termine per la presentazione della documentazione che prova l’adempimento degli obblighi di legge in materia di vaccinazioni pediatriche. La legge prevede che le i bambini non vaccinati non possano essere iscritti all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia. Questi obblighi e questi termini, ha detto ieri in Aula la ministra della Salute Grillo «sono tuttora previsti con legge dello Stato».

Per entrare a scuola basterà l’autocertificazione

La ministra ha anche annunciato un provvedimento del Ministero che comporterà «una significativa semplificazione dell’onere documentale» a carico dei genitori dei minori di sedici anni che frequentano le scuole di ogni ordine e grado e i servizi educativi per l’infanzia. Non si sa ancora in cosa consista questa “semplificazione documentale” ma dal momento che la Grillo aveva detto poco prima che la legge «non prescrive che venga necessariamente consegnato alle scuole un certificato di avvenuta vaccinazione» (il che come si evince leggendo le circolari operative, non è vero) molti hanno interpretato l’annuncio intendendo che sarà possibile iscrivere i bambini a scuola presentando una semplice autocertificazione.

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È vero, anche la Legge Lorenzin prevedeva – solo per l’anno scolastico 2017/2018 – la possibilità di far entrare a scuola anche i figli di chi presentava un’autocertificazione. Ma la legge prevedeva anche che ad un certo punto (il termine era il 10 marzo) i genitori avrebbero dovuto presentare la documentazione comprovante l’idoneità.

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Ovvero: «copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio della ASL ovvero il certificato vaccinale, oppure l’attestazione datata rilasciata dal competente servizio della ASL, che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età». Insomma i documenti comprovanti sono proprio quelli lì, non va bene “qualsivoglia documentazione”, come invece sostiene Giulia Grillo.

I novax non sono soddisfatti dalla decisione della ministra

Nei vari gruppi e nelle pagine free/no/boh vax non tutti hanno accolto con entusiasmo quello che è un vero e proprio salvagente a favore dei novax. Molti infatti ritengono che l’autocertificazione sia un’arma a doppio taglio. Se i genitori certificassero il falso commetterebbero un reato e potrebbero andare incontro a conseguenze penali. Altri invece se la prendono con la ministra: la promessa di abrogare la legge Lorenzin fatta in campagna elettorale non è stata mantenuta e questo “contentino” non risolve davvero i problemi.

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Non mancano gli insulti alla Grillo, lo stesso genere di insulti che nel corso dell’ultimo anno abbiamo visto essere rivolti a Beatrice Lorenzin. Evidentemente accontentare il popolo novax è davvero un’impresa degna di Ercole.

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Il problema che i novax volevano vedere risolto dal governo del cambiamento non è stato affrontato nel modo giusto. Nemmeno i novax ci cascano e hanno capito che non c’è alcuna “semplificazione” tra il produrre una certificazione dell’ASL e un’autocertificazione. «Se non ho vaccinato non posso produrre né l’una né l’altra..» scrive una mamma preoccupata, mentre un’altra ribadisce che autocertificarsi significa «finire nel torto più nero».

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Un’altra mamma ragiona sul fatto che dichiarare il falso è un reato (si può finire in carcere) e si chiede se sia questo «l’aiuto per i genitori che non intendono vaccinare» mettendoli ancora più nei guai. Il giudizio è pressoché unanime, con questa ministra non cambia nulla.autocertificazione giulia grillo legge 119 novax - 4

C’è chi ritiene che invece si possa usare l’autocertificazione per “prendere tempo” in attesa che il Parlamento modifichi la legge. Ma non tutti possono usare il trucchetto dello scorso anno, per il semplice motivo che hanno già fatto ricorso a tutte le proroghe possibili e che già durante l’anno scolastico 2017/2018 hanno prodotto richieste di appuntamento o richieste di colloqui informativi sui vaccini.

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I genitori novax sono con l’acqua alla gola: dopo aver fatto la richiesta, dopo essere andati ai colloqui e aver fissato un appuntamento (al quale non si sono presentati) sono a corto di alternative. Rimane solo la vaccinazione, ma per ovvi motivi ideologici non è percorribile. C’è chi dice che però c’è ancora margine: basta farsi mandare gli orari dal call center e non richiamare per l’appuntamento.

Quelli che hanno capito “l’escamotage” della ministra

Rimane il problema: cosa autocertificare nell’autocertificazione? Anche la ministra Grillo ha detto che la documentazione deve essere «considerata idonea a comprovare l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie». Tra il rischio di dichiarare il falso e quello di dover vaccinare sul serio all’improvviso però arriva il genio. Quello che spiega che nell’autocertificazione «potete scrivere ciò che volete, dunque, se non volete ancora vaccinare, scrivete: che avete scritto alla ASL per chiedere appuntamento per PRENDERE INFORMAZIONI in merito al piano vaccinale».

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Basterà? Nei commenti una mamma informata è ancora più specifica nel rivelare “l’escamotage” con il quale tutti ne usciranno bene (tranne forse i bambini immunodepressi, ma a quanto pare nemmeno la ministra della Salute ci ha pensato).

autocertificazione giulia grillo legge 119 novax - 15La soluzione non è autocertificare “‘effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie” perché sarebbe una falsa dichiarazione. Meglio invece autocertificare «che state prendendo informazioni sui vaccini» oppure «che siete già stati a colloquio con la asl e vi state informando sui siti da loro segnalati,che avete richiesto appuntamento,  che dopo un 1°, 2°, o 3° appuntamento ancora non siete riusciti a reperire le informazioni utili a sciogliere i vostri dubbi, che avete ancora dubbi sui vaccini e state valutando con attenzione il da farsi». Il problema rimane: nessuna di queste “autocertificazione” può essere considerata comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, che nel frattempo rimangono tali. Si preannuncia un’estate da urlo per i genitori novax.

EDIT: Oggi durante la conferenza stampa al Ministero la ministra Giulia Grillo ha illustrato il contenuto della circolare grazie alla quale il termine del 10 luglio « non sarà più perentorio». La ministra, che ha minimizzato il ruolo della ricerca di Wakefield nella formazione delle opinioni dei genitori esitanti ricordando come «già cento anni fa» ci fossero persone che erano contrarie alle vaccinazioni per motivi ideologici o “filosofici” (constatazione davvero confortante dal punto di vista della crescita della cultura scientifica) ha spiegato che quello pubblicato oggi è un atto di “alleggerimento amministrativo” e di “tolleranza burocratica” nei confronti dei genitori. Genitori novax, si intende.

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La circolare prevede che per i i minori da 0 a 6 anni  e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6-16 anni) può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione. Non sembra quindi possibile poter autocertificare qualsiasi cosa. I genitori dovranno presentare un documento nel quale dichiarano che i figli sono vaccinati e non è possibile a quanto pare dichiarare di aver preso appuntamenti o colloqui. Va da sé che dichiarare il falso nella dichiarazione sostitutiva è un reato. La ministra però ha rassicurato i freevax spiegando che la legge Lorenzin sarà modificata al più presto tramite una legge di iniziativa parlamentare sulla quale stanno lavorando Lega e MoVimento 5 Stelle. Con buona pace del dottor Guido Silvestri, consulente per la vaccination policy del M5S, che spiegava che la legge 119/2017 non sarebbe stata abrogata nel breve periodo. Rimane però uno spiraglio aperto per i novax. Nel rispondere alle domande dei giornalisti la ministra ha precisato «che la mancata presentazione entro i termini di legge non comporta la decadenza dell’iscrizione». Questo significa che si può anche non presentare la dichiarazione sostitutiva ed eventualmente sperare di non essere sorteggiati per il controllo a campione.

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