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La risposta di Ivan Zaytsev agli insulti dei no-vax

ivan zaytsev

Ivan Zaytsev, lo “zar” del volley italiano, ha postato su Facebook un paio di giorni fa la foto della figlia Sienna e l’annuncio delle vaccinazioni completate con il risultato di finire insultato dai no-vax. Un destino che lo accomuna a molti altri personaggi pubblici, ma che non sembra aver scalfito più di tanto il campione, che in questa intervista a Repubblica risponde ai no-vax:

Il suo messaggio è dunque politico?
«Lo è diventato, anche se l’ho scritto in modo non dico ingenuo, ma naturale e spontaneo. Invece è stato strumentalizzato da tutte le parti. Si è parlato e si parla molto dei vaccini, questo governo ha idee che io e mia moglie Ashling, vaccinati e figli di vaccinati, non condividiamo. Crediamo invece nella necessità che i nostri figli siano immunizzati, anche per il bene della comunità: vivono con gli altri, come tutti, e la salute è un bene sociale.

Stiamo parlando di un tema centrale, fondamentale, non di gusti personali o campagne pubblicitarie. Non ho fatto insomma uno spot, nessuno mi ha pagato ci mancherebbe. Non cercavo applausi, ma neanche questa violenza mi aspettavo. Ho solo reso pubblica da persona pubblica una mia scelta, che peraltro è in linea con le regole. Credo che chi ha come me una sua visibilità debba prendersi delle responsabilità civili, dire come la pensa».

ivan zaytsev 1

Cosa l’ha colpita di più negli attacchi ricevuti?
«L’essere preso come capro espiatorio da una parte del dolore di chi imputa al vaccino disgrazie e malattie, dall’altro di ideologie. Mi ha ferito anche la stupidità e la mancanza di umanità di alcuni commenti: razzisti e illeciti.

Mi hanno molto amareggiato, ma comunque voglio andare oltre questo, e dire che basterebbe consultare le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per sapere quante vite sono state salvate grazie alla vaccinazione. Su queste tematiche l’aggressione non porta a nulla, è molto più sensata e costruttiva la conoscenza».

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