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Marco Travaglio è già nervosetto per il governo M5S-PD

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Marco Travaglio è già molto nervoso per il governo M5S-PD che ancora non ha ottenuto la fiducia davanti alle camere. Ieri pronosticava scherzosamente la difficoltà ad arrivare a fine mese, oggi dedica l’intero editoriale ad attaccare il Partito Democratico per le uscite e le interviste dopo il giuramento:

Si poteva persino sperare che la scelta di 8 ministri esordienti su 9 per il Conte-2 fosse l’inizio di un radicale rinnovamento di classi dirigenti, contenuti e prassi politiche all’altezza con le aspettative degli elettori. Che non sono affatto pentiti del “populismo sovranista”: solo,fallita la versione parolaia e inutile di Salvini, sperano in una più civile e produttiva, alla Conte. Invece Paola De Micheli e Andrea Orlando si sono subito incaricati di dimostrare che il Pd è irredimibile: non ha capito né cambiato niente.

Anziché camminare in punta di piedi, con gli occhi bassi e il capo chino, consapevoli che non tornano al governo per merito loro, ma grazie al suicidio di Salvini e alle difficoltà dei 5Stelle, si atteggiano a padroni del vapore. Come se le ragioni dei loro voti dimezzati in cinque anni e dei trionfi di 5 Stelle e Lega fossero evaporate sotto il sole d’agosto e si potessero archiviare chiudendo la parentesi e ricominciando daccapo. Come prima, più di prima. Con una bella restaurazione che parta dal ritorno dei morti viventi e dalla rilottizzazione della Rai (fuori Foa, dentro qualche muffa pd).

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Il resto del pezzo è dedicato ad attaccare Andrea Orlando che ha contestato la riforma di Bonafede. Forse Travaglio, noto vaticinatore infallibile, già ha capito come va a finire. O forse c’è qualche indicazione sulle prossime campagne elettorali del MoVimento 5 Stelle.

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