Economia

Quelli che vogliono portare i soldi all’estero

«Abbiamo ricevuto richieste su come portare i soldi all’estero in modo regolare», dice l’a.d. di Mediolanum. La crisi dello spread non è finita anche se il terrore sui Titoli di Stato è ingiustificato

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Tra i clienti di Banca Mediolanum “la preoccupazione c’è” a seguito della reazione dei mercati alla manovra del governo. Lo afferma l’amministratore delegato Massimo Doris spiegando che “i clienti ci chiedono dei titoli di Stato e noi riteniamo che l’Italia riuscirà a pagare i suoi debiti”. Soprattutto, spiega il banchiere, “abbiamo ricevuto richieste su come portare i soldi all’estero in modo regolare”.

Quelli che vogliono portare i soldi all’estero

“C’è un clima di sfiducia e paura – è la sua spiegazione – ed importante riportare un po’ di serenità per far spendere i consumatori”. Quanto alla Borsa, “la reazione è positiva perché il downgrading di Moody’s era atteso, ma la prospettiva non è negativa” . Mentre Giuseppe Conte in conferenza stampa e Giovanni Tria nella sua risposta alla Commissione Europea allontanano i sospetti di una volontà dell’Italia di uscire dall’euro, gli euro continuano a uscire dall’Italia proprio mentre il governo appronta nuovi strumenti per permettere agli italiani di investire in modo sicuro, semplice e conveniente sui Titoli di Stato del Belpaese. Forse preoccupati da affermazioni come “Non possiamo fermarci se 7-8 banche sono in difficoltà” (Luigi Di Maio),  “Non si può andare avanti a chiedere unicamente alle banche di sostenere il paese: il cittadino si deve ritenere parte del progetto e dobbiamo chiedergli di crederci” (Laura Castelli), oppure “Sono sicuro che gli italiani ci daranno una mano se serve” (Matteo Salvini).

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La ricchezza finanziaria delle famiglie (Il Sole 24 Ore, 13 ottobre 2018)

D’altro canto la situazione comincia a farsi davvero preoccupante se anche Moody’s nel confermare l’outlook stabile sul debito italiano dice anche che questo è comunque garantito dal risparmio privato degli italiani. D’altro canto il sollievo per lo spread, oggi sceso fino a 282 punti base nonostante la bocciatura del rating da parte di Moody’s, rischia di essere di breve durata: Lorenzo Codogno, di LcMacro, nota che l’agenzia di rating ha messo in conto l’impatto delle modifiche alla legge Fornero solo sul 2019, ma “i cambiamenti è improbabile che siano una tantum”. Questo è solo uno dei fattori in gioco. Con la lettera inviata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria all’Ue si apre la partita con Bruxelles, che chiedeva un aggiustamento strutturale di 0,6 punti percentuali contro l’espansione di 0,8 punti prevista dall’esecutivo. La Ue, con ogni probabilità, rigetterà la bozza inviata da Roma, dando tre settimane per cambiarla. Uno scenario che riserverà nuovi episodi di tensione con possibili ripercussioni sullo spread.

La corsa dello spread e i BtP

Ripercussioni che per ora non dovrebbero però spingere i possessori di BtP a decisioni affrettate, visto che ad oggi non c’è convenienza a vendere i titoli di Stato. Il default dello Stato è una possibilità molto remota, insistono nel dire gli operatori di mercato, che nella fase attuale vedono più che altro uno scontro politico che ha riflessi sui mercati. Per gli esperti nemmeno con lo spread a quota 400 è giustificata una vendita dei Btp in portafoglio e il livello corretto del differenziale tra Btp e Bund è intorno ai 150 punti base. Gli esperti consigliano di guardare ai titoli a scadenza breve, che risentono meno delle tensioni in corso. Anche il parcheggio della liquidità sui conti deposito o sul conto è da valutare. Rende zero ma consente di stare lontano dalle perdite e di valutare con calma, una volta passate le bufere, che cosa fare.

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Gli strumenti per portare i soldi all’estero (Il Sole 24 Ore, 13 ottobre 2018)

In ogni caso chi vuole mettere al sicuro i propri soldi in una banca estera tradizionale (per esempio in Germania) lo può fare con un conto corrente che gli consenta di fare tutti i tipi di operazioni. Deve risiedere legalmente in un paese dell’Ue e ha il diritto di aprire un “conto di pagamento base”. Di solito il conto consente di effettuare operazioni standard: depositi, ritirare contante, ricevere o eseguire pagamenti (ad esempio addebiti diretti o acquisti mediante carta). Dovrebbe anche prevedere una carta di pagamento utilizzabile per ritirare contante ed effettuare acquisti, sia online sia in negozio.

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