Economia

Quanti soldi ti tolgono dalla pensione con quota 100

La decurtazione può arrivare fino al 21% dell’assegno INPS secondo i conti di Tabula. Allo Stato costa fino a 99mila euro

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Quota 100 può costare al lavoratore che va in pensione una decurtazione fino al 21% dell’assegno INPS. L’anticipo invece costa allo Stato per ogni lavoratore tra 32 e 99mila euro. I calcoli del Sole 24 Ore oggi svelano la convenienza dell’opzione di uscita in anticipo costruita dal governo Lega-M5S con la formula di quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi.

Quanto costa quota 100?

Con l’uscita a 5 anni e tre mesi rispetto ai requisiti di vecchiaia la decurtazione dell’assegno è del 21%, mentre un impiegato 64enne con una retribuzione da 2mila euro netti che sceglie di lasciare l’ufficio dai tre anni a un anno e tre mesi prima dovrà rinunciare a una cifra che va dall’11 al 5%.  Le stime sono state fornite in da Tabula, la società di ricerca di Stefano Patriarca, ex consigliere economico a palazzo Chigi per i Governi Renzi e Gentiloni.

Con un anticipo di tre anni e tre mesi un operaio in possesso di 40 anni di contributi vedrebbe ridursi il proprio assegno mediamente del 14%, mentre un impiegato con gli stessi anni di versamenti e un anticipo di tre anni perderebbe il 9 per cento. L’anzianità della tuta blu costerebbe allo Stato 69.900 euro per tutto il periodo di anticipo rispetto alla vecchiaia. Una “tassa implicita” che salirebbe a quasi 100mila euro con anticipo di 5 anni e tre mesi, quindi “quota 100” precisa, mentre scenderebbe a 32.500 euro con un solo anno e tre mesi di anticipo. «

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Quota 100, il costo dell’uscita anticipata (Il Sole 24 re, 22 ottobre 2018)

Per chi si trova nel cosiddetto sistema misto (cioè con 18 anni di contributi versati prima della riforma del 1995) e che l’anno prossimo maturerà 62 anni di età e 38 anni di versamenti, l’uscita scatterebbe con due anni in meno rispetto all’età di equilibrio contributivo (64 anni, da confrontare con i 67 anni e tre mesi della vecchiaia e soli 20 anni di contributi).

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Quota 100, il costo dell’uscita anticipata (Il Sole 24 re, 22 ottobre 2018)

Chi invece è ancora agganciato al sistema di calcolo retributivo (più di 18 anni di versamenti al dicembre ’95) e ha cumulato 41 o 42 anni di contribuzione può beneficiare di un vantaggio che oscilla dai tre anni e cinque mesi ai quattro anni e quattro mesi rispetto alla vecchiaia a 64 anni e tre mesi e 63 e tre mesi.

Le pensioni e l’uscita anticipata

Nei giorni scorsi Inps aveva dato una quantificazione analoga della riduzione legata all’anticipo: fino a 500 euro in meno al mese nel caso di un pensionando della Pa (montante a calcolo retributivo fino al 2011 e contributivo negli anni successivi) che esce con uno stipendio annuo di 40mila euro: con cinque anni di minori versamenti anziché prendere una pensione di 36.500 euro annui si fermerebbe a circa 30mila.

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Pensioni, quota 100: i conti di Progetica (La Repubblica, 18 ottobre 2018)

Qualche giorno fa aveva fatto i conti anche La Repubblica: le elaborazioni di Progetica spiegavano che più si anticipa l’uscita, meno soldi si intascano: da un minimo del 2% per chi ha 42 anni di contributi a un massimo del 20%, come nel caso appena descritto. I nati tra il 1953 e il 1957 (nel 2019 avranno tra 62 e 66 anni) dovranno dunque pensarci bene.

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