Economia

Gli italiani che corrono ad aprire un conto corrente all’estero

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L’ipotesi Italexit viene periodicamente esclusa a parole dal governo Lega-M5S, eppure non pochi italiani facoltosi stanno spostando (o anche solo pensando di spostare) una parte maggiore della loro ricchezza fuori dai confini nazionali. Più di quanto non sia già fuori. Lo fa sapere oggi Il Sole 24 Ore, che calcola come l’idea stia seducendo sia le famiglie ricche (secondo i dati di Aipb rappresentano l’1,5% della popolazione ma possiedono ben 800 miliardi di euro) sia quelle semplicemente benestanti (con patrimoni da 100-200mila euro).

Così gli euro escono dall’Italia

Mentre nessuno ufficialmente pensa a uscire dall’euro (anche se, sostiene Paolo Savona, pure la Banca Centrale Europea ha un piano apposito), gli euro cominciano a uscire dall’Italia proprio mentre il governo appronta nuovi strumenti per permettere agli italiani di investire in modo sicuro, semplice e conveniente sui Titoli di Stato del Belpaese. Forse preoccupati da affermazioni come “Non possiamo fermarci se 7-8 banche sono in difficoltà” (Luigi Di Maio),  “Non si può andare avanti a chiedere unicamente alle banche di sostenere il paese: il cittadino si deve ritenere parte del progetto e dobbiamo chiedergli di crederci” (Laura Castelli), oppure “Sono sicuro che gli italiani ci daranno una mano se serve” (Matteo Salvini).

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La ricchezza finanziaria delle famiglie (Il Sole 24 Ore, 13 ottobre 2018)

E così, spiega il quotidiano, c’è chi suggerisce ai propri clienti di aprire conti correnti esteri. Chi va incontro alle richieste della clientela con polizze vita di maxi importo denominate in altre valute. C’è chi fa del «rischio-Italia a zero» una vera e propria strategia per i clienti.

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Come si apre un conto corrente all’estero

D’altro canto chi vuole mettere al sicuro i propri soldi in una banca estera tradizionale (per esempio in Germania) lo può fare con un conto corrente che gli consenta di fare tutti i tipi di operazioni.

Deve risiedere legalmente in un paese dell’Ue e ha il diritto di aprire un “conto di pagamento base”. Di solito il conto consente di effettuare operazioni standard: depositi, ritirare contante, ricevere o eseguire pagamenti (ad esempio addebiti diretti o acquisti mediante carta). Dovrebbe anche prevedere una carta di pagamento utilizzabile per ritirare contante ed effettuare acquisti, sia online sia in negozio.

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Gli strumenti per portare i soldi all’estero (Il Sole 24 Ore, 13 ottobre 2018)

Per aprire un conto online poi bastano pochi minuti. E c’è anche chi pensa di vendere attivi italiani per acquistare titoli esteri, come azioni e obbligazioni, sicav lussemburghesi e irlandesi, diversificando in valuta con franchi svizzeri e dollari Usa. Anche qui bisogna considerare il rischio di cambio e quello della doppia tassazione degli eventuali utili. D’altro canto anche il ministro Savona ha un conto in Svizzera.

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