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Sara Cunial: la candidata M5S che non si doveva occupare di vaccini a una manifestazione sui vaccini

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Sara Cunial, capolista del MoVimento 5 Stelle in Veneto, era stata esclusa dalle liste grilline il 28 gennaio, quando ancora si potevano effettuare modifiche oggi impossibili. Poi, con la serietà tipica del M5S, era stata riammessa.

Sara Cunial: la candidata M5S che non si doveva occupare di vaccini a una manifestazione sui vaccini

Sulla candidata che viene da Cismon del Grappa erano circolate fotografie di status su Facebook in cui parlava della possibilità di fornire vaccini gratis ai bambini come “genocidio gratuito”: “ricorda molto la politica di alcuni anni fa che prevedeva l’eutanasia di massa che doveva portare ad una rigenerazione genetica”. Rete Veneta, tg regionale del Veneto, l’aveva contattata per chiederle spiegazioni ma lei non aveva voluto commentare quegli status e aveva reso il profilo facebook chiuso dopo la telefonata.

Anche perché in altri status la Cunial chiedeva la riammissione nell’Ordine dei Medici di Gava e Miedico oppure elogiava il sindaco di Resana Loris Mazzorato che aveva distribuito un dossier sui danni da vaccino.

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Perdono, perdono, perdono!

«È stata riammessa perché ha accettato la linea del Movimento 5 Stelle sui vaccini, quel che era successo prima non ci interessa», avevano invece spiegato i vertici veneti dei 5 stelle a La Stampa il mese scorso. E infatti Sara Cunial ha talmente accettato la linea del MoVimento 5 Stelle sui vaccini che qualche giorno fa era a Vicenza a sfilare con un Coordinamento Vicentino che protestava contro la legge Lorenzin. Alla manifestazione erano presenti un migliaio di persone secondo la Questura, 1500 secondo gli organizzatori.Organizzata dal Coordinamento regionale veneto per la libertà delle vaccinazioni (Corvelva), cade a pochi giorni dalla richiesta del sindaco di Vicenza PD Achille Variati al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di prorogare il termine del 10 marzo.

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A Nicola Negrin del Giornale di Vicenza, che le ha chiesto il motivo della sua presenza in loco, ha detto: «Sono qui da libera cittadina e non intendo rilasciare dichiarazioni. Buona giornata». Ripetendo poi il «Buona giornata» a qualunque altra domanda che le venisse posta. Così come per Tutino nella lista di Bonino, i programmi dei partiti sono le parole che servono a conquistarsi i voti degli elettori. Le candidature sono i fatti.

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