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Perché oggi Salvini ha “difeso” CasaPound senza nominarla?

Durante la diretta di questa mattina Matteo Salvini ha parlato, senza nominarlo, del blocco delle pagine e dei profili di CasaPound. Ed è logico, lui con i fascisti del Terzo Millennio non ha nulla a che fare. Certo, erano a Roma lunedì scorso, certo, ci è andato a cena assieme e addirittura ha provato a farci un partito. E come dimenticare di quella volta che si è fatto intervistare da una giornalista che pubblica per AltaForte edizioni? Eppure proprio non ce la fa a parlarne.

Perché oggi Salvini ha “difeso” CasaPound senza nominarla?

Infatti oggi Salvini, leggendo i commenti (per la verità non se ne trovano molti a riguardo) ha detto che «in tanti mi stanno scrivendo che c’è Facebook che sta chiudendo delle pagine senza motivi particolari» e poi ha subito aggiunto che «se pensano di imbavagliare qualcuno hanno sbagliato a capire». Un messaggio proprio agli ex alleati di CasaPound, orfani delle pagine Facebook e della relativa visibilità. Certo è curioso che Salvini non si arrischi di fare il nome dell’organizzazione di Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. Ma ormai quelli della tartaruga frecciata sono abituati così: il leader della Lega fa sempre finta di non conoscerli, e poi deputati e senatori leghisti non si fanno pregare per partecipare alla festa nazionale di CasaPound.

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Perché Salvini è preoccupato se “imbavagliano” CasaPound? Dal momento che non li nomina si potrebbe pensare che più che la solidarietà a Simone Di Stefano al leader della Lega interessa altro. Non solo quello di far capire agli ex elettori di CPI che lui è dalla loro parte ma che la Lega non teme la “censura”. Quello che Salvini non dice infatti è che CasaPound è stata eliminata da Facebook perché ha violato le norme di comportamento del social network sulla diffusione di contenuti che incitano all’odio. Ed è interessante notare che ieri il social di Mark Zuckerberg ha inflitto 24 ore di “ban” alla pagina del Premier israeliano Benjamin Netanyahu proprio a causa di una violazione sulle regole che vietano l’hate speech. Ed è forse per questo che ad un certo punto Salvini parla del fatto che la sua pagina ha ormai quasi 4 milioni di fan e che quindi chiuderla sarebbe come mettere il bavaglio a 4 milioni di mamme, papà, zie, fratelli, sorelle, cuginetti etc etc.

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La pagina del primo ministro d’Israele ha 2,4 milioni di “mi piace” e questo non ha fermato di certo Facebook. Salvini lo sa bene visto che nel 2015 la sua pagina venne temporaneamente sospesa da Facebook perché il Segretario della Lega Nord aveva pubblicato due post contenente il termine razzista “zingaro”. Ora che Zuckerberg ha deciso di fare sul serio anche il Capitano potrebbe prendersi un nuovo cartellino giallo. Ma la cosa peggiore è se ad essere eliminati fossero i suoi fan, quelli che non hanno alcun problema ad insultare. Quello si sarebbe un bel problema di visibilità.

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