Fact checking

Come Casapound porta l’acqua con le orecchie a Salvini che intanto gli mangia i voti

Mentre CasaPound è impegnata a giocare ai Ragazzi della via Pal e a prendersela con le famiglie di Rom nella periferia romana la Lega si è appropriata di tutte le loro parole d’ordine e si prepara a mangiarsi una fetta dell’elettorato nostalgico del Ventennio. Incredibilmente per i fascisti del Terzo Millennio incassano e stanno zitti, anzi difendono il vicepremier

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«Ma che c’hai Berluscò, so cinque anni che te portamo l’acqua co le orecchie, Berluscò», così in una celebre gag Corrado Guzzanti nei panni di Rutelli rinfacciava a Berlusconi di averlo trattato male «Berlusconi, ricordati degli amici, ricordati di chi ti ha voluto bene!» gridava un disperato Guzzanti/Rutelli. Ad una scena analoga stiamo assistendo in questi giorni, è quella di Salvini che “scarica” CasaPound mentre i fascisti del Terzo Millennio ancora non si accorgono che la Lega li sta usando per prendere voti. I loro.

Perché Polacchi di AltaForte difende Salvini?

Partiamo dai fatti. Ieri sera ad Otto e Mezzo il ministro dell’Interno ha detto di non aver mai incontrato Francesco Polacchi e di aver scoperto solo successivamente che il libro-intervista con Chiara Giannini del Giornale (e prefazione di Maurizio Belpietro) sarebbe stato pubblicato da AltaForte la casa editrice vicina a CasaPound. La foto qui sotto è stata scattata nel periodo in cui CasaPound e Salvini andavano a braccetto alle elezioni e collaboravano con la lista “Sovranità”. Ieri il Salone del Libro ha deciso di revocare il permesso ad AltaForte per lo stand alla fiera. Lo ha fatto per paura, non certo per coraggio.

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Salvini a cena con CasaPound quattro anni fa, in primo piano si riconosce Francesco Polacchi, responsabile di AltaForte e del Blocco Studentesco

Il responsabile di AltaForte, Francesco Polacchi edizioni oggi ha convocato una conferenza stampa davanti ai cancelli della Fiera per spiegare che le sue dichiarazioni «sono state usate come scusa, sono stato denunciato per un reato di opinione. Sono disponibile a chiarire la mia posizione con la Procura, ma ritengo che la pietra dello scandalo sia il libro ‘Io Matteo Salvini’». Secondo Polacchi non si tratta di un attacco alla sua casa editrice o a CasaPound ma di  «un attacco al ministro dell’Interno, che comunque non voglio tirare per il bavero».

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Polacchi ha anche aggiunto, rispondendo ad una domanda sul fatto se avesse conosciuto Salvini che “ci sta” che il ministro non se ne ricordi. «Sicuramente sarebbe stato meglio un approccio diverso, ma ci sta che il ministro dell’Interno che viene attaccato quotidianamente da sinistra tenga una posizione più neutrale» ha concluso Polacchi continuando a difendere Salvini.

Come Salvini si sta mangiando l’ultradestra

Ed è proprio questo appiattimento di CasaPound su Salvini, questa continua volontà di non partire all’attacco o smarcarsi dalla Lega che sorprende. In fondo il Capitano ha già scaricato brutalmente il partito di Iannone e Di Stefano una volta, e l’ha fatto senza nominarli, ieri da Lilli Gruber. Il partito della tartaruga frecciata però continua ad incassare i colpi, anzi si dimostra “comprensivo” verso le necessità del titolare del Viminale quasi che Salvini non potesse esporsi. Certo, oggi a Pesaro il ministro a parlato di «pericolosissimi i processi alle idee e i roghi dei libri» ma ne ha approfittato per attaccare i «compagni democratici che decidono chi può andare al Salone del libro e chi non ci può andare, fanno i processi alle idee». Ma la differenza con Polacchi è che Salvini non nomina mai CPI.

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Pudore? Vergogna di essere “amico” di neofascisti e picchiatori? Le cose probabilmente stanno diversamente. Come abbiamo già scritto in più occasioni su questo giornale con CasaPound Salvini ha sperimentato sul campo la strategia che gli consente di essere oggi a capo del primo partito politico (almeno nei sondaggi). La nuova Lega di Salvini ha preso di peso tutte le parole d’ordine dei neofascisti (sovranità, patria, difesa della famiglia naturale, lotta contro l’europa dei burocrati, la droga, il business dell’immigrazione clandestina) e ne ha fatto il perno della sua campagna elettorale. La trasformazione del resto è evidente: si è passati da Prima il Nord a Prima gli Italiani. Dagli insulti in piazza a chi esponeva il tricolore ad una vera e propria ossessione per i simboli dell’italianità.

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I leghisti sono diventati improvvisamente i nuovi patrioti. E quelli di CasaPound si sono trovati spiazzati. Perché l’appropriazione culturale di Salvini ha sì sdoganato certi termini e certi concetti tipici dell’estrema destra. Ma lo ha fatto ripulendoli da tutta quella paccottiglia nostalgica e mitologica su cui si fonda il culto neofascista. E tra scegliere se votare un partito condannato a prendere lo zero virgola e un partito con buone chance di governo che porta avanti le stesse battaglie voi cosa preferireste? Salvini lo ha capito, CasaPound no. E così si trova continuamente schiacciata tra la Lega e Fratelli d’Italia e non fa nulla per distinguersi. Per fare un paragone l’altro “grande” partito di ultradestra – Forza Nuova – non si fa nessun problema ad attaccare frontalmente Salvini, lo ha fatto anche qualche giorno fa con un “benvenuto” ad Aversa e una contestazione sui rimpatri che non ci sono. Qualcuno potrebbe sospettare che ci sia un patto di desistenza con CasaPound, ma sarebbe un accordo che va a tutto vantaggio della Lega.

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