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Perché Casapound sta zitta mentre Salvini li scarica?

alessandrodamato|

salvini casapound

Simone Di Stefano, leader di Casapound, qualche giorno fa ha risposto forte e chiaro a Giorgia Meloni che aveva detto durante Agorà di non conoscerlo: «Strano, visto che la prima volta che è entrata in una sezione del MSI la porta gliel’ho aperta io e abbiamo fatto militanza politica insieme per due anni». Una replica inappuntabile e puntuale – arrivata qualche ora dopo la trasmissione – a un tentativo furbetto di “dimenticare” le proprie radici per “governare con i moderati”, come disse lo stesso Di Stefano. Ma proprio per questa inappuntabile coerenza nei confronti della leader di Fratelli d’Italia, stupisce che Casapound non abbia avuto nulla da ridire nei confronti di Matteo Salvini, che ieri, in occasione del suo viaggio in Israele, ha detto alla Stampa che con Casapound «da due anni non abbiamo più rapporti».


Perché Casapound sta zitta mentre Salvini li scarica?

È ovviamente falso che Salvini dica di non sentire più Casapound da due anni (secondo la versione del Corriere della Sera avrebbe detto “un anno”). Le foto della manifestazione di Noi Con Salvini a Roma a cui aderì Casapound, che vedete qui, risalgono al febbraio 2015.

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L’effetto Salvini (via Facebook.com)

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Salvini e Casapound manifestano a Roma (febbraio 2015)

E nel settembre scorso Simone Di Stefano era pronto a lanciare il polo sovranista proprio con Matteo Salvini. Eppure proprio Casapound, così giustamente severa nei confronti della smemorata Meloni, non sembra essersi accorta del tentativo di Salvini di scaricarli. Nessun articolo sul 888