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Le cinque Regioni che manterranno l’obbligo sui vaccini

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Il Lazio, l’Umbria, le Marche e la Toscana sono pronte ad approvare leggi che perpetuano l’obbligo vaccinale ufficialmente sospeso per un anno con un emendamento votato nel Milleproroghe da Lega e MoVimento 5 Stelle. Anche in Emilia-Romagna si sta ragionando su come reagire dopo avere studiato con attenzione ciò che è passato in Parlamento anche per evitare possibili nuovi ricorsi dei no vax.

Le Regioni che manterranno l’obbligo sui vaccini

Non è un caso che le cinque regioni siano attualmente governate tutte dal centrosinistra. A smarcarsi per primo dalla decisione del governo è il Lazio: il governatore Nicola Zingaretti, che da poco ha giubilato l’alleanza con il MoVimento 5 Stelle che ha appena licenziato una proposta di legge sui vaccini che ha fatto arrabbiare i vertici grillini. «Siamo pronti a riproporre il testo della legge del 2017 per ribadire che nella scuola materna e nell’asilo nido ci si va solo se il bambino è stato vaccinato. Dobbiamo decidere se agiremo con una legge regionale o con un decreto del commissario», spiega al Messaggero l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio. «Sui vaccini non si deve arretrare di un passo», dice l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato: «Vorremmo evitare di andare allo scontro con il Parlamento, ma si rischia di dare messaggi contraddittori alle famiglie».

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E il Lazio potrebbe fare da apripista. Il quotidiano spiega che l’obbligo vaccinale introdotto dall’Emilia-Romagna ha consentito per i bimbi nati nel 2015 e nel 2016 di raggiungere una copertura del 95%. In Toscana l’assessore al Diritto alla Salute, Stefania Siccardi, dice: «Le Regione Toscana è pronta a portare in approvazione la legge a cui già stava lavorando prima dell’entrata in vigore della legge Lorenzin». Dallo staff del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, spiegano: abbiamo intenzione di mantenere l’obbligo nelle strutture di nostra competenza, ovvero servizi educativi, asili nido pubblici e privati convenzionati; «stiamo verificando se la legge approvata in consiglio regionale ci consente di farlo fin da quest’anno, altrimenti metteremo mano alla norma».

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Le regioni favorevoli e contrarie all’obbligo vaccinale (Corriere della Sera, 5 agosto 2018)

L’obbligo flessibile della ministra Grillo

La presa di posizione arriva mentre la ministra della Salute Giulia Grillo torna a sentire la necessità di spiegare la sua raffinata strategia dell’obbligo flessibile ma con una novità molto divertente: ” Insieme al ministro dell’Istruzione garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale. In questo modo dando la priorità a chi non può scegliere rispetto a chi può scegliere di vaccinarsi e decide comunque di non farlo”, sostiene la ministra.

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Roberto Burioni commenta l’obbligo flessibile della ministra Grillo

Ovvero l’esatto contrario di quanto sostenuto dalla stessa ministra e dal suo prestigioso collega Bussetti il 6 luglio scorso, quando per gli immunodepressi bisognava trovare una soluzione alternativa, ovvero farli rimanere a casa. Le frasi dette in conferenza stampa scatenarono allora la rabbia della senatrice M5S Elena Fattori, che però fino a qualche tempo fa proponeva la stessa cosa, ovvero di tenere a casa i bambini malati fino a tre anni. Ma adesso ha improvvisamente compreso l’entità del problema, proprio quando è stata fatta ministra la Grillo (coincidenze?).

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