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Il vaffa di Paola Taverna sui vaccini

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Ieri la maggioranza Lega-M5S ha fatto slittare di dodici mesi, quindi all’anno scolastico 2019-20, l’obbligo vaccinale nella scuola d’infanzia e negli asili nido. Lo ha deciso formalmente l’Aula di Palazzo Madama votando a larga maggioranza – 149 favorevoli, 110 contrari, un solo astenutoun emendamento della maggioranza al decreto Milleproroghe. Un voto che ha provocato la forte protesta delle opposizioni secondo cui questo rinvio “mette a rischio la salute degli italiani”. Ma che ha causato anche qualche tensione all’interno dei 5 Stelle.

Il vaffa di Paola Taverna sui vaccini

Ieri è scoppiato anche un incidente da vaffanculo. A sollevarlo il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni che è intervenuto per puntare il dito contro la vicepresidente M5s Paola Taverna e ha reso necessaria la mediazione della presidente Elisabetta Casellati. Taverna era rea – questa l’accusa – di aver mandato a quel paese tutti quelli che non sono stati favore dell’emendamento che sposta di un anno l’obbligo vaccinale per l’iscrizione dei bimbi alle scuole d’infanzia.”Porto gli occhiali da vicino ma da lontano vedo bene e la senatrice Taverna, vicepresidente del Senato, alla fine del suo intervento, ha mandato tutti noi che non la pensiamo come lei a quel paese. E l’ho vista con i miei occhi. Questo atteggiamento, in quest’ Aula, non è accettabile, presidente, perché questi si vestono di bello ma sono sempre i soliti”, ha denunciato il senatore azzurro. “Mi auguro che non abbia fatto questo perché ha un ruolo istituzionale che non glielo consente”, ha subito replicato Casellati ed ha aggiunto: “quando finirà l’Aula vedremo il video” che riprende la seduta “e se è successo questo, decideremo di conseguenza”. “Vedremo tutti i video di quello che accaduto in questa aula”, ha detto ancora Taverna chiedendo di parlare.

legge sull'obbligo di vaccini
La legge sull’obbligo vaccinale, le scadenze e i risultati (Corriere della Sera, 23 giugno 2018)

Contro l’emendamento hanno votato Forza Italia, Pd, Fratelli d’Italia e Autonomie. In dissenso dalla maggioranza che lo ha sostenuto ha votato la senatrice M5s Elena Fattori. “Non si tratta di una proroga ma di una artificio legislativo. E’ come introdurre l’obbligo delle cinture di sicurezza e dire che i vigili non possono fare la multa per un anno”. La posticipazione della consegna del certificato significa che “i presidi non conosceranno lo stato vaccinale” dei bambini e mette a “rischio vero esclusione” i bimbi immunodepressi”, ha osservato annunciando il suo “indignato voto contrario”.Per la Lega è intervenuto il senatore Paolo Arrigoni, sottolineando che l’emendamento “è di buon senso” in assenza dell’anagrafe nazionale. “Non vogliamo dare alibi a chi ha voluto strumentalizzare una forma d i prevenzione che M5s ha sempre difeso”, ha detto in Aula la vicepresidente del Senato M5s Paola Taverna. “Nessun attentato” alla salute, ha detto, ma “profondo rispetto per i cittadini che vanno informati”.

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