Economia

Sorpresa: reddito di cittadinanza e quota 100 tagliati per il 2020 (e forse per sempre)

Max e Moritz salvini di maio

Mentre Alessandro Di Battista e Matteo Salvini vi distraevano parlando di Autostrade e Sea Watch, il governo ha impegnato i soldi del reddito di cittadinanza e di Quota 100 per ridurre l’indebitamento: si tratta dei fondi che Luigi Di Maio aveva promesso per aiuti alle famiglie, ma che invece andranno a coprire il buco dei conti creato dalle misure dell’esecutivo.

La nuova clausola sui conti introdotta dal governo Conte

Spiega oggi Il Sole 24 Ore che il decreto salva conti approvato lunedì sera dal consiglio dei ministri introduce una nuova clausola di salvaguardia sulla spesa, che segue la falsariga di quella da due miliardi introdotta dalla manovra dell’anno scorso. Clausola, quest’ultima, ritoccata dall’assestamento di bilancio, anch’esso varato lunedì dal consiglio dei ministri.

Per mettere subito la garanzia sul miglioramento dei saldi di finanza pubblica, il decreto n. 61 del 2 luglio pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale spiega che sono «accantonate e rese indisponibili» le dotazioni dei ministeri, in termini sia di competenza sia di cassa, per la somma di 1,5 miliardi di euro, che corrisponde appunto alle minori spese stimate per reddito di cittadinanza e pensioni.

Ogni ministero, dunque, deve bloccare le spese 2019 secondo quanto indicato nell’allegato al nuovo decreto. Va detto che il grosso del congelamento (1,380 miliardi) è imputato al ministero dell’Economia sotto la voce Fondi da ripartire, e in particolare quelli di riserva e speciali.

manovra tagli conte
Manovra: i tagli e le maggiori entrate (Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2019)

Poi ci sono le mini-spese:  la voce più alta di risorse congelate spetta alla Difesa con 47 milioni e 100, seguono l’agricoltura con poco più di 18 milioni e lo Sviluppo economico con 15,8 milioni. Solo 550mila euro, invece, la quota di risorse resa indisponibile per il ministero dell’Istruzione. Anche il Sole 24 Ore segnala che l’idea di dirottare le mancate spese per reddito e pensioni a nuove misure, per esempio il «decreto famiglia» ipotizzato dal Movimento 5 Stelle prima del voto europeo, è tramontata sull’altare dei saldi. I fondi non utilizzati per reddito e pensioni finiscono a contenere il deficit, come sostenuto fin dall’inizio al ministero dell’Economia.

Reddito di cittadinanza e quota 100 tagliati per il 2020

Ora il governo Lega-M5S ha altro da fare.  Ad esempio evitare che scatti un aumento dell’Iva per 23 miliardi: tanto per capirci Bankitalia, nell’ultima Relazione calcola, che provocherebbe una caduta ulteriore del Pil di 0,3 punti e aumenterebbe l’inflazione di 1,1 punti. In più, Repubblica segnala che bisogna contare anche l’aggiustamento che ci chiederà la Commissione per il 2020:

Anche in questo caso le cifre ballano, ma non c’è da stare allegri: il rapporto deficit/Pil del 2020 è stato aumentato dal Def di aprile al 2,1%, contro l’1,8 degli accordi di dicembre con la Commissione. Ora se dovremo tornare al livello iniziale ci vorranno almeno altri 5-6 miliardi, o di più se si guarda al deficit strutturale che misura l’avvicinamento al pareggio di bilancio. Poi i 2-3 miliardi che arrivano ogni anno dalle spese indifferibili (missioni militari, 5 per mille ecc.). In tutto, insomma, per il 2020 servirà una cifra che sta tra i 45 e i 50 miliardi. «Cifre difficili da raggiungere», ha spiegato Carlo Cottarelli, fondatore dell’Osservatorio sui conti pubblici. L’istituto stima circa 40 miliardi, considerando 15 miliardi di flat tax e mantenendo l’obiettivo di deficit attuale al 2,1%.

procedura d'infrazione
Procedura d’infrazione: i conti dell’Italia (Corriere della Sera, 12 giugno 2019)

Se il prossimo anno le entrate manterranno lo stesso ritmo, gli interessi caleranno (ieri lo spread è sceso a 221 punti, ai minimi da un anno e dunque stavolta bisogna fare i conti al contrario rispetto al passato), e soprattutto il ritmo a cui “tirano” reddito di cittadinanza e quota 100 rimarrà quello di quest’anno, si risparmieranno 10 miliardi. Che aiuteranno a ridurre a 35-40 miliardi le necessità per il 2020.

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