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Così Di Maio perde i soldi che aveva promesso di spendere per le famiglie (e non se ne accorge)

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I fondi avanzati dal reddito di cittadinanza e da quota 100 vanno nell’assestamento di bilancio e vengono promessi per la riduzione del deficit per chiudere con la procedura d’infrazione minacciata da Bruxelles. E chi aveva promesso che sarebbero stati spesi in modo differente – Luigi Di Maio – rimane a bocca asciutta. Così come rimangono a bocca asciutta quelli che ci avevano creduto.

Così Di Maio perde i soldi che aveva promesso di spendere per le famiglie (e non se ne accorge)

Andiamo con ordine. Il Sole 24 Ore spiega oggi che nel pacchetto che l’Italia presenta a Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione, approvato ieri nell’ennesima riunione complicata del consiglio dei ministri, entra anche un decreto legge che blinda in funzione anti deficit le minori spese previste per reddito di cittadinanza e quota 100: poche righe che valgono 1,5 miliardi.

Assestamento e decreto «salva conti» riportano il deficit di quest’anno verso il 2% concordato con la Ue a dicembre, con una doppia mossa che tra assestamento e decreto riduce di 7,6 miliardi il disavanzo rispetto alle previsioni del Def di aprile. In termini strutturali, sottolineano dal Mef, l’aggiustamento vale oltre tre decimali di Pil, andando in direzione opposta al peggioramento dello 0,2% fissato nell’intesa di fine anno, e compensa quindi lo sforamento (dello 0,3%, appunto) registrato nel 2018. Ma del confronto fra il premier Conte e il ministro dell’Economia Tria da un lato e il vicepremier Salvini dall’altro avrebbe fatto le spese il documento atteso con gli impegni sul 2020.

procedura d'infrazione
Procedura d’infrazione: i conti dell’Italia (Corriere della Sera, 12 giugno 2019)

L’idea di evitare la procedura grazie al solo assestamento non ha retto alle ultime verifiche sull’atteggiamento Ue effettuate da Conte e Tria al G20 di Osaka. E sul tavolo del consiglio dei ministri è dovuto finire un decreto legge, preparato nei giorni scorsi dal Mef , che offre la blindatura più forte per le minori spese da reddito di cittadinanza e quota 100:

“Risparmi” (in realtà disavanzo inferiore rispetto ai programmi) che i leader di maggioranza fino a qualche settimana fa avrebbero voluto dirottare ad altre misure di spesa. E che invece, come si legge nella bozza del provvedimento urgente «in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica», vengono «accantonati e resi indisponibili». La garanzia in realtà è doppia. La spesa effettiva per le due misure bandiera sarà certificata solo a fine anno, per cui il decreto introduce una salvaguardia ulteriore: se una (imprevedibile) corsa al reddito e al pensionamento anticipato dovesse azzerare i risparmi stimati, gli 1,5 miliardi saranno recuperati dai budget dei ministeri con una replica della «clausola della spesa» dell’ultima manovra che ha congelato e poi tagliato 2 miliardi.

Cosa aveva promesso Di Maio

Cosa aveva promesso Di Maio? Il ministro dello Sviluppo aveva scoperto grazie a Pasquale Tridico che dal reddito di cittadinanza sarebbe avanzato almeno un miliardo. E, come tutti i politici lungimiranti e rivolti alla preoccupazione per le generazioni future, se l’era già impegnato promettendo sostegno alle mamme lavoratrice, agli asili nido e per l’acquisto dei prodotti per l’infanzia.

di maio tridico

Certo, è vero che Di Maio aveva promesso questi soldi prima del voto per le elezioni europee e quindi potrebbe rimangiarselo esattamente come il M5S ha fatto per la chiusura dell’ILVA, il TAP e prossimamente la TAV. Ma noi siamo appunti qui a ricordarglielo.

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