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Sentenza Raggi, la testimonianza di Carla Raineri

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Mentre si attende la sentenza Raggi e i pronostici sono ben definiti, oggi nell’ultima udienza del processo per falso nei confronti della sindaca di Roma è stata ascoltata Carla Raineri, che è stata per qualche tempo capo di gabinetto della prima cittadina fino alla sua defenestrazione orchestrata dai Quattro Amici al Bar.

Sentenza Raggi, la testimonianza di Carla Raineri

Il 31 agosto 2016 le dimissioni di Carla Raineri provocarono un effetto a catena che portò all’addio di Marcello Minenna dal posto di assessore al bilancio: il punto di contrasto arrivò sullo stipendio ma lo scontro in Campidoglio riguardava invece il ruolo di Salvatore Romeo e Raffaele Marra, all’epoca primo vice capo di gabinetto e il secondo capo della segreteria politica, nell’agosto del 2016. E nella sua testimonianza la Raineri riepiloga quei giorni di fuoco: “Raffaele Marra non aveva nessuna delega, era formalmente il vice capo di gabinetto ma era il consigliere privilegiato del sindaco”, ricorda lei, sottolineando che entrambi “si comportavano in maniera autoreferenziale e arrogante, Marra almeno manteneva sempre un bon ton istituzionale, mentre Romeo era arrogante e maleducato”.

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Salvatore Romeo, Raffaele Marra e il blitz della polizia in Campidoglio (La Repubblica, 16 dicembre 2016)

E ancora: “stavano in tre in una stanza a porte chiuse, per riunioni inaccessibili a tutti se non all’allora vice sindaco Daniele Frongia. Marra aveva un fortissimo ascendente sulla sindaca. Erano stati coniati vari epiteti per Marra, eminenza grigia, Richelieu, sottolineando la debolezza della sindaca come quella della zarina ai tempi di Rasputin. Chiunque si fosse messo di traverso rispetto alle loro ambizioni faceva una brutta fine. Penso a me, quando dissi che intendevo sostituire Marra con un generale dei Carabinieri nel ruolo di vice capo di gabinetto da lì a poco la sindaca si fece venire dubbi sulla mia nomina”.

La versione di Carla Raineri

Durante l’interrogatorio del giudice Roberto Ranazzi la Raineri racconta la sua versione dei fatti: “ho cercato disperatamente di intercettare l’attenzione del sindaco e sollecitare il suo interesse su tanti temi. Ricordo la criticità della questione rifiuti, si era dimesso il precedente presidente di Ama, occorreva nominare un nuovo dg, Roma era sommersa dai rifiuti, tutti i giorni i giornali denunciavano questa situazione, poi c’erano il riordino della governance delle partecipate e si doveva passare a meccanismi più snelli. Per giorni disperatamente ho cercato di intercettare l’interesse del sindaco su questi temi e la condivisione delle strategie ma mi sentivo sempre e solo rispondere ‘ne parli col dottor Marra e con Romeo’. Era un mantra, non avevo possibilità di dialogare col sindaco perché dovevo passare per questi soggetti”.

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Carla Raineri con Francesco Paolo Tronca

La Raggi ha risposto nel corso delle esposizioni spontanee rese nel corso dell’udienza: ” “A me a tratti è sembrato surreale, in questo procedimento parliamo di un mio presunto falso e invece ci siamo trovati di fronte a quattro ore di deposizioni a tratti simili al gossip. Non ho mai risposto alle interviste rilasciate, a volte mordendomi la lingua, per le cose palesemente false affermate”. Domani, 10 novembre, arriverà la sentenza.

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