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La rosicata dei sovranisti per la vittoria del piano Kalergi ai Mondiali

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I mondiali di calcio si sono conclusi ieri a Mosca con la vittoria per 4 a 2 della Francia di Deschamps sulla Croazia di Dalić. Francesi per la seconda volta campioni del Mondo, nonostante il tifo “contro” di personaggi del calibro di Matteo Salvinivolato nella capitale russa per assistere alla partita – e dei sovranisti italiani che per un giorno hanno dimenticato il dramma degli esuli giuliano-dalmati cacciati dall’allora Juogoslavia (oggi Croazia) dopo la sconfitta del nostro Paese nella Seconda Guerra Mondiale. Anche il cooperante internazionale Alessandro Di Battista ha fatto sapere di aver tifato Croazia (nonostante la sua fidanzata sia di origini franco-algerine e quindi figlia del meticciato colonialista francese).

Ha vinto il meticciato, ha perso l’uomo bianco!1

Gli irredentisti del nuovo Millennio hanno deciso di tifare per la Croazia, un popolo “etnicamente omogeneo”, orgoglioso, sovrano. Certo, la Croazia ci deve ancora “restituire” Pola, Fiume e la penisola istriana. Ma sono dettagli. Perché ieri la partita non era tra due nazionali di calcio ma tra due modi di intendere la realtà. Da una parte un paese che non ha aperto le porte agli stranieri, dall’altro il prodotto del meticciato e del famigerato piano Kalergi. Tant’è che in molti hanno definito la Francia una “Selezione Africana” perché tra gli 11 galletti in campo di francesi “non ce n’era nessuno”.

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Sorvoliamo sul fatto che “slavo” sia un’offesa razzista

Libero parla oggi di “vittoria di un impero coloniale che coglie i frutti del suo dominio sull’Africa”. Se così fosse allora la Francia avrebbe dovuto vincere tutte le edizioni della Coppa del Mondo. La Croazia invece ha schierato in campo 11 giocatori “puri”, non si è arresa all’ideologia dell’Europa meticcia. Questo è piaciuto moltissimo ai sovransiti che sognano anche per l’Italia una nazionale così. Con buona pace di quelli che festeggiavano – ostentando il loro non essere razzisti – dopo la vittoria delle quattro staffettiste italiane della 4×400 ai giochi del Mediterraneo.

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C’è chi arriva al punto di negare che quella che ha vinto sia una squadra europea; ha vinto una squadra africana e la Francia viene accusata di aver “derubato gli africani attribuendosi la loro vittoria”. Eppure tra i Bleus c’erano solo ed esclusivamente cittadini francesi.

Chi ha paura dell’uomo nero?

La Francia insomma ha “barato”. Non così i croati che – giusto per ribadire qual è il punto – sono bianchi e cattolici. Poco importa a questo punto se l’omogeneità etnica, culturale e linguistica della Croazia sia stata ottenuta anche a spese di quegli italiani che ci abitavano fino al 1945. Del resto sovranisti e neofascisti hanno qualche problema a scendere a patti con la storia e a ricordare il programma di italianizzazione forzata della regione operata dal regime Fascista.

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Perché se si vuole derubricare la vittoria francese a vittoria del colonialismo bisogna ricordare anche che il secondo posto croato (un risultato di tutto rispetto per la nazionale di Modric) è quindi la vittoria di un popolo sul colonialismo: quello italiano (e come dimenticare le operazioni di pulizia etnica ai danni dei serbi compiute dal regime di Pavelić).

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Si scrive “melting pot”. Distruggerà vuole l’accento

Utenti con evidenti questioni irrisolte con la grammatica e la lingua italiana ci spiegano come il meticciato rappresentato dalla Francia “distruggerà la cultura europea culla di tutto”. Si potrebbe discutere per giorni su come la cultura europea sia essa stessa frutto del colonialismo, ma sarebbe forse troppo.

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C’è chi preferisce essere eliminato alle qualificazioni per i prossimi otto mondiali e restare italiano, perché bisogna fermare l’invasione. Un po’ come chiedeva il sondaggio della pagina Casapound Memes, che è finito come tutti gli ultimi sondaggi su Facebook, ovvero con la vittoria del meticciato e delle “risorse”.

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C’è chi ricorda le vittorie italiane ai Mondiali. Quella del 2006 proprio sulla Francia “meticcia” in un’Italia  “priva di talenti del calibro di Balotelli” ma che schierava in campo l’italo-argentino Camoranesi. Anche le vittorie alla Coppa Rimet del 1934 e del 1938 sono frutto del meticciato. Nel 1934 alla sua prima vittoria l’Italia schierò ben quattro “oriundi”. All’epoca però nessuno temeva l’invasione per il semplice motivo che gli invasori eravamo noi italiani, impegnati a costruire in Africa un nuovo “Impero”.

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Ma l’uomo bianco e italico si sente minacciato da questi ragazzotti “africani”. Il piano Kalergi, finanziato ovviamente da Soros, sta trionfando. L’Italia sarà riempita di stranieri arrivati via mare e la sostituzione etnica è ormai avviata. Poi magari si guardano i dati, i numeri, quelli sui quali è difficile costruire narrative complottiste, e si scopre che in Italia la percentuale di stranieri è inferiore al 10%, che gli stranieri non sono tutti delinquenti o scrocconi di sussidi e aiuti statali. Ma c’è chi crede che ci sia in atto un vero e proprio genocidio della popolazione bianca. A dirlo sono persone che magari negano l’esistenza di altri genocidi, ben più reali e drammatici dell’orgoglio ferito di un tifoso che frigna perché ha perso la sua squadra del cuore.

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