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Quando Salvini e Meloni dicevano: nello sport “prima gli italiani”

matteo salvini staffetta 4x400 giochi mediterraneo - 2

Qualcuno forse si sarà sorpreso nel leggere le parole di apprezzamento di Salvini nei confronti delle staffettiste della 4 x 400 che hanno vinto la medaglia d’oro ai giochi del Meditterraneo di Tarragona. Del resto i loro cognomi rendono subito evidente come le quattro campionesse non siano “etnicamente italiane”. Ciononostante Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot sono italiane a tutti gli effetti. Salvini si è tratto d’impaccio con un prevedibile parallelismo (lo stesso ha scritto Giorgia Meloni) tra il sovranismo patriottico del “prima gli italiani” con il patriottismo sportivo delle italiane che sono arrivate prima (di tanti “italiani di nascita”).

Gli immigrati hanno successo nello sport e i nostri giovani sono trascurati!

Il post di Salvini è stato addirittura pinnato sulla pagina, ovvero messo in evidenza. A dimostrazione che il ministro degli Interni non ce l’ha con tutti gli stranieri e gli immigrati ma solo con quelli clandestini. Primo problema: quelle ragazze non sono straniere, a prescindere dal colore della pelle sono proprio italiane, come Salvini e i suoi elettori (due non sono nemmeno “immigrate” essendo nate in Italia). Secondo problema, qualche tempo fa Salvini sugli sportivi “stranieri” la pensava diversamente.

matteo salvini staffetta 4x400 giochi mediterraneo - 1

Novembre 2017, la Nazionale maschile di calcio viene eliminata dalla Svezia e non andrà ai mondiali. Matteo Salvini non si trattiene e spiega che la debacle degli azzurri di Ventura aveva radici profonde e straniere. La colpa per il leader della Lega era del fatto che c’erano troppi stranieri in campo in Serie A. Bisogna fermare l’invasione (che per Salvini è ovunque) e dare più spazio ai ragazzi italiani, anche sui campi da calcio.

matteo salvini staffetta 4x400 giochi mediterraneo - 2

Ora non serve essere un appassionato di calcio per capire che gli unici stranieri in campo nella partita contro la Svezia erano appunto gli svedesi. Il fatto che nel campionato italiano di Serie A ci siano molti giocatori stranieri è irrilevante. Per qualificarsi ad un mondiale di calcio sono sufficienti 22 italiani bravi a giocare a calcio (e un bravo allenatore). Senza contare che nelle categorie inferiori gli italiani sono la maggioranza.

giorgia meloni staffetta 4x400 giochi mediterraneo - 1

Ma c’è anche un altro problema. Secondo Salvini (e Giorgia Meloni che anche all’epoca gli andò dietro a ruota) il problema era l’infornata di stranieri nelle giovanili e nei campetti di periferia. Come è facile immaginare però non tutti i giovani stranieri che giocano nelle squadre di calcio italiane arrivano direttamente dall’estero. E se arrivano non vengono clandestinamente ed in ogni caso contribuiscono a far cresce le squadre (i club) del nostro Paese.

giorgia meloni staffetta 4x400 giochi mediterraneo - 3

Ma a parte i ragazzi che vengono chiamati dai selezionatori dei club sui campi da calcio italiani giocano tanti bambini e ragazzini figli di stranieri che non sono cittadini italiani (il motivo Salvini lo sa bene). Anche due delle quattro staffettiste sono state a lungo straniere in Italia, si sono allenate sui campi di atletica italiani a “discapito” degli italiani. Fino a che non hanno ottenuto la cittadinanza Ayomide Folorunso e Raphaela Lukudo non erano certo considerate “i nostri giovani” da cui ripartire per rendere grande lo sport italiano.

Fino a qualche anno fa due delle atlete che ci hanno fatto vincere la medaglia d’oro erano delle immigrate che avrebbero potuto benissimo essere accusate da Meloni e da Salvini di essere la causa del declino dello sport italico (pensate, qualche tempo fa qualcuno ha addirittura denunciato una studentessa di colore per “vilipendio alla bandiera”). Facile ora essere patriottici per Meloni e Salvini. E chissà quanti ragazzi “stranieri” ma regolarmente residenti in Italia si sono sentiti considerati atleti di serie B, addirittura colpevoli di rubare i successi ai “nostri ragazzi”.