Economia

Per il Corriere i ristoranti sono pieni e nessuno può vivere con 1200 euro al mese

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Massimo Gramellini è uno che di parole se ne intende. Il suo Buongiorno sulla Stampa era per molti un appuntamento imperdibile, un modo per capire il fatto del giorno. Anche se spesso e volentieri Gramellini dimostrava di capirne davvero poco. Da un anno al Corriere della Sera Gramellini serve Il Caffè, una rubrica dove fa quello che ha sempre fatto: giocare con le parole. Il problema nasce quando le parole incontrano i numeri. Segnatamente quelli del resoconto annuale delle dichiarazioni dei redditi.

Il fiasco di Gramellini sui redditi degli italiani

Il conduttore di Cyrano (programma di Rai 3 che al suo debutto ha fatto un deludente 3,6% di share) scopre ad esempio che «quasi un contribuente su due non arriva a 15.000 euro l’anno, poco più di 1.200 lordi al mese». Una cifra che, spiega Gramellini, non consente certo di vivere dignitosamente «in nessuna città, neanche di piccole dimensioni» (in realtà è il 45%). Ora tralasciamo che di grandi città in Italia ce ne sono sostanzialmente tre (Roma, Milano e Napoli) e che la gran parte degli italiani vive al di fuori di queste. Tralasciamo anche il fatto che il costo della vita varia enormemente da città a città, da Nord a Sud. Secondo Gramellini queste cifre non sono vere. Se questi numeri corrispondessero alla realtà, scrive, «avremmo le strade stracolme di cenciosi e un paio di rivolte popolari in corso, perché nessuna ideologia spinge i popoli alla ribellione quanto la lotta contro l’appetito».

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Fonte: Corriere della Sera del 29/03/2018

E invece? Invece non è così perché Gramellini, dal suo punto di osservazione privilegiato sui conti pubblici (e sul contenuto delle tasche degli italiani) rileva un fatto curioso: «i ristoranti continuano a riempirsi, per fortuna gli alberghi di Pasqua sono vicini al tutto esaurito e il denaro depositato in banca non accenna a diminuire». Un’argomentazione, quella dei ristoranti pieni, che abbiamo già sentito in passato. Era il 2011 e l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando della crisi negava l’evidenza e diceva che «I consumi non sono diminuiti, i ristoranti sono pieni, si fatica a prenotare un posto sugli aerei». Per Berlusconi però era colpa dell’euro. Per Gramellini invece la colpa è del fatto che molte persone dichiarano meno di quello che guadagnano in realtà. Altrimenti ci sarebbe la rivoluzione. L’ipotesi che invece possano votare per chi promette il reddito di cittadinanza invece non viene presa in considerazione.

Spieghiamo a Gramellini chi riempie i ristoranti

I poveri ci sono, il vice direttore del Corriere della Sera dice che “la povertà è in crescita”. Non dice però che sono quasi diciotto milioni di italiani a rischio povertà. In alcune regioni del Sud il rischio povertà o di esclusione sociale sul totale della popolazione ha raggiunto cifre impressionanti: il 55,6% in Sicilia, il 49,9% in Campania e il 46,7% in Calabria. Il Ministero inoltre fa sapere che oltre 10 milioni di persone in Italia hanno un’imposta netta pari a zero perché percepiscono un reddito sotto la soglia dell’esenzione (8.000 euro).

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Fonte

Ci sono però alcune questioni che Gramellini, nella sua voglia di spiegare il mondo in una ventine di righe, non considera. La prima è che ci sono davvero persone che campano con 1.200 euro al mese e che fanno i salti mortali, contando ogni centesimo. Suggerire che queste persone in realtà stiano “rubando” perché fanno del nero è uno schiaffo alla situazione di tutti i lavoratori dipendenti che vivono con quel reddito sia in una grande città sia un piccolo paesino. Secondo Gramellini queste persone sono sostanzialmente dei bugiardi perché poi vanno al ristorante, al cinematografo o al caffè cantante. E qui si arriva alla questione dei ristoranti che altro non è la stessa del famoso pollo di Trilussa. Ad andare al ristorante non è quell’italiano su due che arriva a stento a 1.200 euro al mese: è l’altro italiano, quello che guadagna di più e che se lo può permettere.

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via Twitter.com

Quelle persone che sono a rischio esclusione sociale non solo non possono permettersi il ristorante o l’albergo a Pasqua ma fanno davvero fatica a fare la spesa. Secondo Gramellini le persone che prendono meno di 15000 euro all’anno sono quasi sicuramente evasori fiscali  che vivono sulle spalle di chi «talvolta ha il vizio di pagare le tasse per tutti», tasse con le quali i contribuenti finanziano programmi dal 3% di share come il suo. Per Gramellini chi ha uno stipendio basso non paga le tasse e quindi evade. La realtà è che chi ha uno stipendio basso paga poche tasse proprio in virtù del suo reddito e delle esenzioni fiscali. Il problema è che gli stipendi sono troppo bassi. Se poi Gramellini se la vuole prendere con quello che lavora al nero per 600 euro al mese (come se 600 euro in nero valessero di più di 1.200 in busta) chiamandolo evasore si accomodi pure. La prossima volta però potrebbe far notare che nessun partito in campagna elettorale ha proposto misure di lotta all’evasione fiscale.

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