Attualità

Come funziona la legittima difesa quando si spara a un presunto ladro

Come da copione l’ultradestra italiana di Matteo Salvini e Giorgia Meloni sta cavalcando l’onda dell’indignazione che sta montando in seguito all’omicidio di Vaprio D’Adda. Ieri sera un centinaio di militanti di Fratelli d’Italia sono andati a manifestare sotto le finestre dell’abitazione di Francesco Sicignano, il pensionato che ha ucciso un ladro. Anche se non è chiara l’esatta dinamica degli eventi i soliti noti si sono già messi all’opera per armare la popolazione e chiedere leggi “più permissive” (qualsiasi cosa voglia dire) in materia di legittima difesa.

La manifestazione di Fratelli d'Italia a favore di Sicignano
La manifestazione di Fratelli d’Italia a favore di Sicignano

Il ladro era ancora all’esterno dell’abitazione

Secondo un’agenzia di poco fa il ladro (scalzo e “armato” solo con una torcia) era ancora sulle scale esterne dell’abitazione quando è stato colpito frontalmente da un proiettile esploso dall’arma di Sicignano. Questo è quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dal pm Antonio Pastore. Significa quindi che il ladro non era ancora entrato in casa e sembra avvalorarsi l’ipotesi che Sicignano lo stesse aspettando con l’arma (regolarmente detenuta dal 1994) in pugno. Difficile quindi sostenere le ragioni della legittima difesa dal momento che il ladro non era ancora entrato all’interno dell’abitazione. In casa di Sicignano i Carabinieri non avrebbero nemmeno trovato tracce di sangue.

matteo salvini vaprio d'adda legittima difesa
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Secondo l’articolo 52 del codice penale:

La legittima difesa. Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.
Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma [ndr: violazione di domicilio], sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o la altrui incolumità:
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Questo significa che ci deve essere sempre proporzione tra la minaccia e l’azione di difesa. È evidente, leggendo il testo, che la legge non prevede assolutamente che si debba “chiedere” al ladro quali siano le proprie intenzioni o verificare, accendendo la luce e facendo domande se l’intruso sia armato o meno. Può accadere infatti che chi si difende commetta l’errore di sentirsi minacciato quando in realtà non è in pericolo, questa eventualità è prevista ed è la cosiddetta legittima difesa putativa che nasce appunto dalla convinzione di trovarsi in pericolo. Potrebbe essere il caso di Sicignano quando dichiara di aver visto un’ombra con qualcosa in mano senza sapere (e non potendo verificare) che in realtà quel qualcosa era solo una torcia elettrica Poi il fatto che sia stata trovata accesa forse potrebbe far pensare ad un eccesso di legittima difesa ma questo per fortuna saranno gli inquirenti e non il Popolo della Rete a stabilirlo. Invece i laureati in legge presso la famosa Università della Strada come la signora Giulia Filippi pensano che lo Stato ci imponga di fare così:
giulia filippa legittima difesa sicignano
Fermo restando che il giudice e il PM valuteranno caso per caso le situazioni la discriminante è che il ladro abbia posto in essere atteggiamenti che mettano in pericolo la propria o l’altrui incolumità. È chiaro che al buio non è possibile fare tutti gli accertamenti del caso. Ma è anche evidente che In questo senso infatti la legittima difesa ha lo scopo di tutelare la persona (o le persone) e non la proprietà. Non è possibile, con l’attuale regolamento giuridico sparare ad un ladro disarmato in casa propria solo perché è un ladro, il furto è un reato contro la proprietà e non contro la persona (diverso è il caso della rapina), e l’articolo 52 del CP prevede che si possa intervenire a difesa della proprietà solo quando vi è un pericolo di aggressione (nei confronti della persona). Ma se è comprensibile che il Popolo della Rete non abbia la possibilità di districarsi agevolmente nei meandri del Codice Penale è davvero sconcertante che a farlo sia il vice-direttore della Stampa Massimo Gramellini che in prima pagina oggi ha avuto modo di scrivere un Buongiorno del genere:

Evidentemente il magistrato pensa che un uomo svegliato di soprassalto in casa propria dovrebbe accendere la luce, sincerarsi della limitata pericolosità dei visitatori e solo a quel punto, magari con un paio di banditi già avvinghiati al collo, sparare in aria o alle gambe.
Quello che è avvenuto dopo è altrettanto desolante. Il silenzio della sinistra, intrappolata nelle sue astrazioni buoniste. Lo starnazzio della destra, che adesso cavalca la paura ma quando era al governo non si è mai ricordata di cambiare la legge sulla legittima difesa.

Buongiorno un cazzo, caro il mio Gramellini
Buongiorno un cazzo, caro il mio Gramellini

È interessante far notare che il comma b dell’articolo 52 sia stato fatto introdurre nel 2006 proprio su proposta della Lega Nord. L’idea era quella di creare un ulteriore deterrente ai malviventi. Ora quelli della Lega vorrebbero modificare la legge per “ammorbidire” la definizione di legittima difesa e creare un nuovo deterrente. Qualcuno deve dire a Salvini che i loro deterrenti servono a poco. Se infatti venisse confermato che il ladro è stato ucciso all’esterno allora è possibile che il pensionato abbia inseguito il ladro e gli abbia sparato una volta all’esterno. In questo caso allora si potrebbe parlare di eccesso di legittima difesa proprio perché (come previsto dal comma b) il ladro aveva ormai desistito dai suoi propositi.
Dopo Stacchio ecco il Pensionato di Salvini
Dopo Stacchio ecco il Pensionato di Salvini

Sa quante volte mi sono trovato i ladri in casa?

Sicignano avrebbe agito a causa dell’esasperazione, non era infatti la prima volta che subiva un tentativo di furto, almeno quattro anche se i Carabinieri riferiscono di una sola denuncia. Ciononostante il pensionato non aveva messo in atto nessun dispositivo per dissuadere i ladri dall’entrare nella sua abitazione: contrariamente ai suoi vicini di casa non aveva fatto installare inferriate o sistemi d’allarme. Dal momento che addosso al ladro rimasto ucciso non sono stati trovati attrezzi da scasso (nemmeno un cacciavite) e secondo la testimonianza di Sicignano che ha trovato il ladro dentro casa, il giovane sarebbe riuscito ad entrare semplicemente alzando la tapparella da fuori. Il fatto di non aver posto in essere nessun meccanismo per evitare che i ladri entrassero nella sua abitazione. Un altro elemento del quale il giudice dovrà senza dubbio tenere conto. E del quale dovrebbero tenere conto i tanti avvocati improvvisati che invocano il diritto ad armarsi per garantire una maggiore sicurezza, che dimenticano che una maggiore sicurezza si ottiene anche proteggendo la proprietà con sistemi di difesa passivi e non armando tutti i cittadini (il Corriere della Sera riferisce che Sicignano aveva il porto d’armi nonostante alcuni precedenti penali). Non serve evocare scenari americani dove è sotto lo sguardo di tutti che l’aumento di civili armati non va di pari passo con una maggiore sicurezza. Perché se è vero come dice il Viceministro Enrico Costa sulla Stampa di oggi, che c’è stata una mutazione della criminalità e che i tempi sono cambiati e anche la criminalità è cambiata basta un semplice ragionamento: se un ladro sa che tutti sono armati il risultato sarà quello che anche lui si armerà.