Opinioni

La pediatra che spiega ai novax i rischi della libertà di scelta

L’antivaccinismo non è un problema solo italiano. Si tratta di un movimento d’opinione e di opinioni non fondate su basi scientifiche su scala globale. A dimostrarlo il generale calo delle coperture (e la ricomparsa di malattie facilmente prevenibili) che si registra ovunque il movimento novax (all’estero non ha ancora preso piede la storiella dei “free-vax”)  abbia avanzato le sue proposte in materia di vaccinazioni pediatriche.

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Diversi pediatri italiani hanno cercato in questi anni di sensibilizzare i genitori dei loro pazienti sul problema di affidarsi a medici che raccontano che i vaccini sono dannosi oppure che consigliano di farsi prescrivere costosi e inutili esami prevaccinali. Anche in Australia il movimento antivaccinista si è fatto parecchio sentire e il governo è corso ai ripari non solo con l’obbligatorietà per i vaccini e vietando l’accesso alle istituzioni scolastiche ai bambini non vaccinati ma anche con multe salate per chi non vaccina e per quelle scuole che fanno iscrivere i figli dei novax. Inoltre i genitori antivaccinisti non potranno godere – dal prossimo anno fiscale – dei benefici fiscali destinati alle famiglie.

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La campagna a favore dell’immunizzazione è sostenuta anche da associazioni come la Northern Rivers Vaccination Association che ha fatto stampare un efficace volantino da appendere negli studi dei pediatri.  A scriverlo è una pediatra, Rachel Heap. Nel manifesto si ricorda come la mancata vaccinazione comporti il rischio di lasciare i figli esposti a malattie facilmente prevenibili. Malattie magari “banali” che però possono avere conseguenze serie. Ad esempio contrarre la varicella in gravidanza comporti dei rischi per la salute del nascituro. Anche non vaccinare contro l’HPV espone ad un maggior rischio di cancro alla cervice mentre tra gli effetti collaterali degli orecchioni c’è la sterilità maschile. I bambini non vaccinati poi possono anche essere un veicolo per la trasmissione di malattie. Non solo nei confronti degli immunodepressi (in fondo ci sono genitori “free-vax” che rispondono che  non sono problemi loro) ma anche degli anziani. E spesso l’influenza negli anziani ha conseguenze letali. Uno degli slogan dei novax italiani è “se c’è rischio ci deve essere libertà di scelta”. I rapporti dell’AIFA danno la misura di quanto questo rischio sia sostanzialmente minimo. Ma la domanda da fare ai free vax è un’altra:  che libertà si dà ai propri figli quando li si espone a questi (ed altri) rischi per evitare che dopo la puntura abbiano qualche linea di febbre?

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