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La rabbia no-vax per l'avviso del pediatra che non prescrive gli esami prevaccinali

I genitori free/no&anti-vax non demordono e continuano ad andare a caccia dei pediatri criminali. Quelli che non solo consigliano di fare le vaccinazioni obbligatorie ma si rifiutano di eseguire alla lettera gli ordini dei genitori. Qualche giorno fa il minuto d’odio dei social si è riversato contro una pediatra di Bitonto che aveva ricevuto per raccomandata l’invito a prescrivere gli esami prevaccinali ad un suo piccolo paziente. Alla fine il direttore sanitario dell’ASL competente ha dato ragione alla pediatra, ma i genitori preoccupati non demordono.

Il pediatra che dice che gli esami prevaccinali non servono

Dal momento che gli esami prevaccinali sono inutili il medico curante non ha alcun obbligo a prescriverli. Ma i Genitori Preoccupati ritengono che proprio grazie a quei test si possa scoprire se il figlio può o non può essere vaccinato. Ai fini del rispetto di quanto prevede la legge sulle vaccinazioni obbligatorie però si tratta di esami inutili. La legge – e le circolari operative – prevedono infatti l’esenzione solo in due casi: in caso di avvenuta immunizzazione in seguito a malattia naturale oppure nel caso sussista un accertato pericolo per la salute dell’individuo.
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Un pediatra ha avuto l’ardire di ricordare che in base alla legge può rifiutarsi di prescrivere gli esami prevaccinali. Nella circolare ministeriale del 16 agosto è infatti scritto che «Si ribadisce che non sono richiesti esami di laboratorio o altri accertamenti diagnostici da eseguire di routine prima della vaccinazione» e l’ISS precisa che “non è necessario misurare la temperatura o eseguire una visita medica prima della vaccinazione, salvo che la persona non appaia ammalata o riferisca una malattia in corso”. Ma questo ovviamente non va giù ai genitori no-vax che se la prendono con la “casta dei pediatri” che si rendono complici dell’avvelenamento della popolazione.
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C’è chi ricorda che la legge stabilisce che i pediatri e i medici di medicina generale sono obbligati a prescrivere la valutazione del titolo anticorpale, che però non è l’esame prevaccinale ma un test che serve a verificare l’avvenuta e pregressa immunizzazione del paziente qualora vi sia la certezza che il bambino ha contratto una malattia ma non sia stato notificato.

Si invitano, altresì, le Regioni e Province Autonome a sensibilizzare i Pediatri di Libera Scelta e i Medici di Medicina Generale affinché prescrivano la valutazione del titolo anticorpale per patologie soggette a vaccinazione obbligatoria solo nei casi in cui il test sia strettamente necessario, cioè quando abbiano, relativamente al proprio giovane assistito, consapevolezza di vaccinazione effettuata (anche se non documentata) o di avvenuta malattia (non notificata), e limitatamente alle malattie che conferiscono immunità permanente. A tal proposito si sottolinea che non è prevista gratuità per tali test, che sono, quindi, a carico dell’assistito.

La legge prevede che le vaccinazioni obbligatorie possano  essere omesse o differite se c’è uno specifico pericolo per la salute del vaccinando “in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l’effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni”. Il Ministero precisa che “tali specifiche condizioni cliniche devono essere attestate dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta e coerenti con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità”.

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Fonte

Le linee guida sono quelle della Guida alle controindicazioni alle vaccinazioni dove vengono distinte le controindicazioni ovvero le ragioni per cui è consigliato omettere o differire – se sono temporanee – la vaccinazione dalle precauzioni: condizioni possono aumentare il rischio di gravi reazioni avverse o che possono compromettere la capacità del vaccino di stimolare l’immunità ed esige, pertanto, una valutazione rischio/beneficio. Ci sono poi le false controindicazioni ovvero ragioni che apparentemente potrebbero costituire una controindicazione ma in realtà non sono ostative alla somministrazione del vaccino. La Guida elenca le controindicazioni e le false controindicazioni per ogni tipo di vaccino.

La rabbia dei genitori “free-vax”

Legge alla mano quel pediatra ha ragione. I genitori informati però hanno qualche difficoltà a distinguere tra esami del titolo anticorpale per valutare l’immunizzazione per malattia naturale (ricordiamo che chi contrae il morbillo deve essere segnalato alle ASL quindi quei casi sono per la maggior parte registrati) ed esami prevaccinali per scongiurare il rischio di reazioni avverse. Nessun esame, al momento, riesce invece a stabilire se un bimbo presenta un aumentato rischio di reazioni.
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Ma si tratta di un dettaglio, perché i genitori non vogliono stare a sentire ragioni e sono pronti a chiamare l’avvocato per ottenere dal medico curante ciò che desiderano.
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I pediatri si sa, sono conniventi con il sistema e sanno tutto sulle reazioni avverse però siccome rischiano la radiazione (o ci guadagnano) sono disposti a chiudere un occhio e a mettere a rischio la salute dei bambini.
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Insomma viene fuori che i pediatri sono uno degli ingranaggi fondamentali del meccanismo perverso che schiavizza laggente. E non sono nemmeno professionisti: sono “figli e parenti di personaggi che all’interno contano”, dei burattini nelle mani dei potenti.
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Ba basta fare la voce grossa, minacciando una denuncia ad esempio, per riportare questi servi sulla retta via.
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E se ancora non desistono allora andate a fare altrove i test prevaccinali.
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Perché tanto quel pediatra “ci guadagna già con i vaccini” e non ha certo bisogno che gli diate anche i soldi per degli esami inutili che potete benissimo fare privatamente in qualsiasi laboratorio. Ed è questa la cosa buffa: per fare quegli esami non serve la ricetta e possono essere fatti in autonomia presso  un entro di medicina privato. Ma si sa, ai genitori no-vax piacciono molto le scartoffie, al punto che ne devono produrre il più possibile per dimostrare qualcosa che è impossibile da dimostrare e tentare di evadere un obbligo che vale per tutti.