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E il PD riesce a litigare anche sulla mozione di sfiducia per Salvini

@alessandrodamato|

maria elena boschi mozione sfiducia salvini

Allora, la storia è questa: c’è un ministro (Matteo Salvini) che da giorni si barcamena tra gattili ed Helsinki pur di non andare in Parlamento a parlare dei soldi alla Lega dalla Russia. C’è un partito (il Partito Democratico) che fino a prova contraria – e le prove contrarie cominciano ad affastellarsi… – dovrebbe fare l’opposizione e che ieri ha annunciato una mozione di sfiducia per il ministro , in modo da costringerlo a fare quello che non vuole fare. Voi direte: embé? Normale opposizione, no? Anche se la mozione non passa intanto Salvini è costretto a venire a parlare del caso. E invece no. Perché siccome l’iniziativa è annunciata da Maria Elena Boschi, scoppia una polemica nel partito con la maggioranza che regge Zingaretti. Racconta Wanda Marra sul Fatto:

Una mossa che provoca sconcerto, irritazione e sospetti ai vertici del Nazareno. Tanto è vero che in serata dal partito diffondono un’agenzia Adn Kronos, che cita un deputato molto vicino a Nicola Zingaretti secondo il quale “la mozione di sfiducia ora sarebbe un regalo inaspettato a Salvini e Di Maio, in quanto li ricompatterebbe”.

E dunque, si spiega ai vertici del Nazareno, l’opzione resta sullo sfondo, ma presentare ora una mozione di sfiducia a Salvini sarebbe una mossa sbagliata, soprattutto alla Camera, dove la maggioranza è schiacciante. D’altra parte, i renziani sarebbero i primi a essere penalizzati da elezioni anticipate: molti di loro non tornerebbero in Parlamento, con le liste fatte da Nicola Zingaretti.

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Ora, è evidente che sì, la mozione di sfiducia non passerebbe ma il M5S dovrebbe però spiegare perché mentre Di Maio strilla sulla vicenda loro votano compatti per salvare, per l’ennesima volta, il ministro. E visto che il caso Diciotti è ancora nella memoria di tutti, questo metterebbe in ulteriore difficoltà i grillini. Invece no. Zingaretti dice che la mozione di sfiducia non va. Il che sarebbe anche ok se soltanto dalle parti del segretario ci fosse una strategia alternativa su questo (così come su qualsiasi altra issue politica). Invece da tempo Zingaretti, che si è preso anche gli insulti e le perculate della Raggi sui rifiuti a Roma senza profferire parola, sembra addormentato in attesa di qualcosa. E il sonno di Zingaretti, come abbiamo già scritto, sta generando mostri.

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