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Il dilemma del PD: ingoiare Di Maio per il Conte Bis

Dal MoVimento chiedono al PD un’exit strategy per il loro capo politico. Il Partito Democratico è talmente disperato da accettare anche Di Maio ministro e magari vicepremier? 

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Il Partito Democratico ha davanti un ostacolo piuttosto grosso per stringere l’alleanza con il MoVimento 5 Stelle e varare un nuovo governo che prenda il posto di quello gialloverde. Non Giuseppe Conte, visto che il PD sembra aver accettato l’idea che a dirigerlo possa essere l’Avvocato del Popolo che ha già officiato l’alleanza gialloverde. Ma Luigi Di Maio.

Il dilemma del PD: ingoiare Di Maio per il Conte Bis

In queste ore, mentre si cerca la formula giusta per parlamentarizzare la Crisi di Ferragosto e il presidente del Consiglio sembra averla trovata con le dimissioni da consegnare nelle mani di Mattarella subito dopo l’intervento in Senato, il ruolo di Di Maio nel prossimo esecutivo è sul tavolo della trattativa con il M5S. Nei primi giorni in cui si ipotizzava il governo giallorosso, Zingaretti e gli altri erano piuttosto rigidi sulla necessità di un passo indietro del presidente del Consiglio e del vicepremier e bisministro per l’apertura delle discussioni. Ma l’ipotesi repulisti, che sarebbe gradita a elettori, attivisti ed eletti, è nel frattempo tramontata intanto che avanzava quella del Conte Bis.

dimissioni conte percorsi crisi
Le possibili soluzioni alla crisi (Il Messaggero, 20 agosto 2019)

Ma ora a quanto pare il problema è un altro: Di Maio ha chiesto garanzie di continuare a fare il ministro per sedersi al tavolo. Lo ha fatto, a quanto pare, nonostante Beppe Grillo gli abbia spiegato che se l’ipotesi di governo tramonta e si va a votare il MoVimento scompare. Giggetto però non si è convinto e dice che per allearsi con “il partito di Bibbiano” – la definizione è proprio sua – non bisogna accettare veti, soprattutto sul suo nome.

Se il PD ingoia anche Di Maio

E così, come conferma oggi anche Tommaso Labate sul Corriere della Sera, in un passaggio così delicato, dal MoVimento chiedono al PD un’exit strategy per il loro capo politico.

«Ci hanno chiesto di accettare che Di Maio faccia il ministro dell’Interno nel nuovo governo», sussurra a denti stretti un pezzo da novanta del Pd che ha raccolto la sollecitazione degli ambasciatori dell’altro fronte. Di Maio al posto di Salvini, insomma, come prezzo per entrare nella nuova fase. Il puzzle viene composto e ricomposto più volte. La parte più agevole sarà quella che riguarderà l’individuazione del premier. Perché il tasto verrà toccato se, e soltanto se, la nuova maggioranza dovesse decollare. Tutto dipenderà dal discorso che Conte terrà oggi in Senato.

movimento 5 stelle pd governo
Vignetta da: Trash bin su Facebook

Ora la domande è una: il Partito Democratico è talmente disperato da accettare anche Di Maio ministro e magari vicepremier? Considerando che Zingaretti & Co. avevano detto no al Conte Bis e se lo sono rimangiato, ora potrebbero ingoiare anche Giggetto. Per chiudere un’alleanza che farebbe nascere un governo con l’obiettivo di durare fino al 2022, quando si voterà per il Quirinale.

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